----

MiG Vs Sabre - Jet sulla Corea, i pionieri del volo a reazione

di Ino Biondo

Un pò di storia

Tra i conflitti su scala locale che seguirono la fine della seconda guerra mondiale, quello che per primo portò nuovamente il mondo in una situazione di apnea, nel terrore di un’altra soluzione tragica come quella di Hiroshima e Nagasaki fu, senza alcun dubbio, la Guerra di Corea.
Alla fine del conflitto mondiale, la nazione coreana (che già era stata un protettorato del Giappone per oltre trenta anni) venne dichiarata libera. Nei fatti, però, si trovava divisa in due zone di influenza, una sovietica ed una americana: in entrambe le zone permanevano truppe d'occupazione delle due superpotenze.
La finzione fu superata nell’estate del 1947, quando le due zone divennero ufficialmente due Stati distinti, divisi lungo la linea del 38° parallelo.

Fu su questo nuovo confine che si giocò la partita tra Nord e Sud e, di rimando, tra Unione Sovietica e Stati Uniti, con il paese comunista allineato ai nord-coreani e gli americani legati agli affari della Corea del Sud. Il 15 agosto veniva eletto il presidente della nuova Repubblica di Corea (nel Sud). Si trattava di Syngman Rhee, presto artefice di una politica ultra nazionalista e coinvolto in gravi episodi di corruzione. Il 9 settembre nasceva invece nel Nord la Repubblica Popolare Democratica di Corea, con capitale Pyongyang. A guidarla c’era il presidente Kim Il Sung, fautore di un rigido regime comunista. Tra il 1949 ed il 1950 le tensioni tra i due paesi erano diventate sempre più dure, con i governi di entrambi che avrebbero voluto guidare la riunificazione della nazione coreana. Dopo alcuni episodi minori lungo il confine, il confronto divenne presto infuocato, con gli eserciti dell’URSS e degli Stati Uniti pronti a rientrare nel paese che avevano abbandonato solo all’inizio del 1949…
L’antefatto di tutto fu l’invasione del confine sud-coreano da parte di cinque divisioni dell’esercito del Nord, organizzato ed attrezzato dall’URSS e forte di quasi ottantamila uomini.

Era il 25 giugno 1950.

L’esercito sud-coreano, mal addestrato ed equipaggiato, venne rapidamente sconfitto e la stessa capitale, Seoul, fu preda dei nord-coreani.
In breve tempo, rimaneva libera la sola zona intorno al porto di Pusan. Gli Stati Uniti videro in quella prova di forza la chiara volontà sovietica di espandersi, attraverso una Corea riunificata, in tutto l’Est asiatico... Ed in effetti l’URSS avrebbe gradito non poco l’idea di poter occupare quel vuoto di potere lasciato nell’area dal crollo dell’impero nipponico.
La tensione, alla fine degli anni ’40, era di nuovo fortissima, con le due superpotenze che stavano velocemente arroccandosi su posizioni opposte, nel gioco micidiale della Guerra Fredda.
A complicare le cose, la neonata Cina comunista di Mao Tse Tung. Con la copertura dell’ONU, cui era subito ricorsa la Corea del Sud, sbarcarono in Corea i primi contingenti (formati per la maggior parti da militari americani), alla guida del generale Douglas MacArthur. L’operazione era stata approvata durante la momentanea assenza della stessa Unione Sovietica dal Consiglio delle Nazioni Unite. L’assenza rappresentava la protesta di Mosca contro la decisione dell’ONU di assegnare il seggio permanente nel suo Consiglio al governo di Taiwan e non alla Repubblica popolare cinese. Ad appoggiare attivamente la risoluzione c’erano circa venti paesi, tra cui la Gran Bretagna e la Turchia. Il mondo arabo si schierò nel suo complesso su posizioni sostanzialmente neutre. L’esercito guidato dagli statunitensi, arrivato già in agosto nel Sud, si mosse verso nord in settembre, con lo sbarco ad Inchön, direttamente dietro le linee del nord-coreani. In poco tempo le truppe occidentali respinsero l’invasore, tagliandogli i rifornimenti e risalendo velocemente lungo il confine. A questo punto, con una decisione che determinerà in maniera fondamentale lo sviluppo del conflitto, MacArthur decise di invadere a sua volta lo stato del Nord, superando il 38° parallelo…
L’invasione fu autorizzata dall'Assemblea generale dell'ONU il 7 ottobre 1950.
A novembre le truppe di MacArthur si erano spinte, per volontà del generale e contro le disposizioni dello stesso governo statunitense, fino a pochi chilometri dal confine con la Cina. Fu allora che intervenne anche il governo cinese: a novembre oltre centomila uomini furono inviati in Corea. Con l’appoggio del pese di Mao, il Nord riuscì di nuovo a superare i confini con il Sud. Il presidente americano Harry Truman decise a questo punto di discostarsi dalle scelte del generale MacArthur, che aveva preso in considerazione più volte (e minacciato) il ricorso alla bomba atomica… Dopo aver sostituito il militare, nell'aprile del 1951, con il comandante Matthew Bunker Ridgway, Truman aprì finalmente le trattative con la Corea del Nord, spaventato anche dai proclami cinesi: la Cina neocomunista sembrava infatti intenzionata ad intervenire ancor più massicciamente nel conflitto. Oltre a ciò, diventavano sempre più forti le pressioni internazionali e dell'opinione pubblica per una soluzione pacifica della questione; nello stesso tempo si faceva preoccupante la situazione di totale stallo tra i due eserciti, ormai nuovamente collocati lungo il 38° parallelo. La guerra tra i due stai confinanti aveva a quel punto già fatto circa tre milioni di morti, tra i militari e, soprattutto, tra la popolazione civile.

Il 10 luglio iniziarono i colloqui per la pace.

Due anni dopo l’inizio delle trattative, il 27 luglio del 1953, a Panmunjeom, la fine dei negoziati sancirà il ritorno alla situazione precedente alla guerra, con il confine stabilito sul 38° parallelo. Dopo un anno di conflitto cruento e due di stallo, di paralisi sul confine, la guerra di Corea finiva senza vincitori ne vinti. Le forze che la condussero agirono in funzione dello scontro tra blocchi, tra Est ed Ovest, mentre il luogo che la ospitò, e che ancora oggi paga le divisioni sovrastali imposte da URSS e Stati Uniti, rimase un semplice teatro, dove gli attori protagonisti fecero le prove generali, se così si può dire, di quel che sarebbe stato il massacro, ancor più inutile di quello coreano, del decennio successivo: la Guerra del Vietnam. La guerra di Corea e le divisioni che ne derivarono furono strategicamente utilizzati dagli Stati Uniti nella loro propaganda anti-comunista e soprattutto come trampolino economico per un’espansione commerciale (e politico-militare) attraverso i nuovi alleati asiatici.
Di contro, nel Nord si formò una cultura che faceva (e fa) dell’Occidente, e particolarmente degli Stati Uniti, il principale nemico, il simbolo da abbattere: i nord-coreani pagarono forse più di tutti il conflitto, sia in numero di morti che di effetti a lungo termine, ancora oggi costretti in uno stato politicamente fuori dal tempo.
Dopo l'armistizio si tentò di organizzare una conferenza internazionale per risolvere definitivamente la questione coreana. Ma il tentativo si rivelò un fallimento completo.
I lavori della conferenza si fermarono già al secondo giorno… Era la primavera del 1954, e da allora, sul 38° parallelo, nulla è cambiato.
Ancora oggi permane uno dei simboli geografici più insanguinati della Guerra Fredda. Ad oltre cinquanta anni di distanza, persistenti le divisioni politiche e le tensioni tra i due paesi, la Corea può però ancora, per certi aspetti, essere considerata come un paese singolo: la popolazione, al Nord come al Sud, si considera, legittimamente, coreana, mentre la lingua parlata è in entrambi gli stati la lingua coreana (o Hangul).
Piccoli elementi, purtroppo, certamente troppo pochi per impostare un serio progetto di futura riunificazione, che ancora oggi appare lontanissima seppure il contesto internazionale è radicalmente cambiato.

UNA DIMOSTRAZIONE DI FORZA: USA - URSS
Si può già iniziare a parlare di un anticipo di quella che dagli storici venne definita "GUERRA FREDDA" ; le due nazioni sedettero sul tavolo dei vincitori alla fine del conflitto mondiale, entrambi e con posti di tutto rispetto, ma in effetti e tendenzialmente le due nazioni non si conoscevano, anzi erano praticamente divise in tutto ciò che concerneva il modo di affrontare la politica mondiale (che poi si ripercuoterà nella creazione di due potentissimi blocchi con il patto di Varsavia a est e il Patto Atlantico ad ovest). L'aeronautica sia americana che inglese shierò tutto ciò che vi era di meglio nel suo organico, l' U.S. Air forse schierava aerei del calibro di Corsair, P-51 Mustang (che poi la sigla venne cambiata in F-51 ossia Fighter e non "P" pursuit utilizzata per designare i caccia fino a quel periodo) molti dei quali già collaudati dalla guerra mondiale. Ma un giorno durante un volo di controllo lungo il 38° Parallelo un aereo americano fa un incontro che cambierà il corso della storia: I coreani possedevano aerei a reazione e volavano benissimo!
Naturalmente gli analisti mai avrebbero potuto immaginare che uno stato come la Corea possedesse una tale tecnologia, si sa in questo periodo il caccia a reazione stava divenendo una realtà, ma ancora dalle aviazioni mondiali veniva visto con sospetto, soprattutto per i costi di gestione e per il lungo addestramento dei piloti che sicuramente già eccellevano nel volo ad elica, ma il volo a reazione era un modo diverso di intendere il volo, più nuovo, più veloce, più duro dal punto di vista anche fisico e psicologico. Molti progetti derivavano dagli studi sequestrati da parte degli alleati alla Germania, molti scienziati tedeschi furono assunti a "suon di quattrini" dagli USA per lavorare nei centri studi e ricerche nazionali, per gli analisti non vi erano assolutamente dubbi, visto che la Corea del Nord guardava con approvazione verso l' Unione Sovietica gli avioggetti in mano ai coreani erano di provenienza Sovietica, e provenivano dai laboratori della "Mikoyan & Gurevich" erano "MiG" ! Bisognava assolutamente colmare questo stato d'inferiorità sia strategica che tecnologica, gli USA erano già a conoscenza del famigerato "MIG -15" , ma non lo si conosceva dal punto di vista pratico, sicuramente il disegno nella complessività anticipiava il fatto che era un caccia all'avanguardia ma il dubbio era se fosse stato in grado di surclassare il caccia di costruzione nazionale quale l' F-80 "Shooting Star".(FOTO) Lo Shooting Star venne schierato in Corea, ottenendo una superiorità aerea complessiva nel teatro operativo operando dal Giappone, poi anche nella penisola. Il cacciabombardiere abbatté 4 Il-10 in una delle sue prime azioni belliche; poi bombardò col napalm le truppe comuniste. ma quando entrò in scena il MiG-15, l' F-80 si ritrovò in una posizione nettamente inferiore. l'F-80 non riusciva a difendersi a sufficienza, tanto meno a eseguire le missioni di scorta. Il caccia statunitense venne relegato al ruolo di cacciabombardiere, dando un buon contributo agli eventi bellici da questo punto di vista, ma nel ruolo di superiorità aerea entrò in scena un asso e un simbolo di queste battaglie dei cieli.

F-86 "Sabre"


Il caccia North American F-86 Sabre fu il primo aereo americano con ali a freccia costruito in serie.La sua origine risale alla fine della Seconda guerra mondiale, allorché la North American, che insieme alla Lockheed e alla Republic, era una delle tre maggiori industrie aeronautiche americane, iniziò la progettazione di un aereo da caccia con motore a reazione.Il progetto prevedeva una configurazione con ala diritta tradizionale, presa d'aria frontale e un turbogetto General Electric J35 a flusso assiale da 1814 kg di spinta. L'obiettivo era di ottenere una velocità massima almeno pari a quella dei rivali Lockheed P-80 Shooting Star, entrato in servizio alla fine del 1945, e Republic P-84 Thunderjet, entrato in servizio nel 1947, che raggiungevano, a seconda delle versioni, velocità comprese fra gli 865 e i 965 km/h.Nel giugno 1945 furono compiute con un modello prove nella galleria del vento e si constatò che la velocità massima raggiungibile sarebbe stata ben al di sotto degli auspicati 965 km/h a causa dell'elevata resistenza aerodinamica dell'ala ad alta velocità.Fin dal 1935 si sapeva, grazie agli studi dello scienzato tedesco Adolf Busemann, che una pianta alare a freccia contribuiva a ridurre la resistenza alle velocità elevate, ma che in compenso sorgevano problemi di instabilità alle basse velocità. Tuttavia dopo la fine della guerra fu scoperta in Germania un'ingente quantità di documenti su avanzatissime ricerche condotte dai tedeschi nel campo dell'aerodinamica delle alte velocità. Questi documenti furono microfilmati dagli americani e passati alle proprie industrie aeronautiche.I tecnici della North American analizzarono questo materiale e scoprirono che i tedeschi avevano condotto considerevoli ricerche sull'applicazione dell'ala a freccia e avevano inizialmente progettato un'ala completamente a freccia per il Messerschmitt Me 262, ma l'avevano in seguito abbandonata in favore di una concezione meno spinta per i problemi riscontrati, cioè alta velocità di stallo e instabilità a forti incidenze. I tedeschi avevano escogitato diverse soluzioni, tra le quali, la più promettente sembrava quella delle alule sul bordo di attacco dell'ala.I tecnici della North American decisero di seguire la stessa strada e copiarono l'ala inizialmente proposta da W. Voight per il Me 262, ma dotandola di ampie alule sul bordo di attacco. Le alule funzionavano automaticamente, aprendosi in avanti a bassa velocità per incrementare la portanza dell'ala, e ritraendosi gradualmente all'aumentare della velocità.Il primo prototipo, designato XP-86 volò il 1° ottobre 1947 pilotato da George Welch. Il 26 aprile 1948 in una prova di picchiata Welch portò l'XP-86 oltre Mach 1. In tal modo il Sabre diventò il primo aereo americano costruito in serie in grado di superare la velocità del suono, sia pure in affondata.Il primo Sabre di serie volò nel maggio 1948 come P-86A-1, poco dopo fu introdotto un nuovo sistema di designazione degli aerei dell'USAF, e il nome cambiò in F-86A-1.Questa prima versione del Sabre era armata con sei mitragliatrici da 12.7 mm ed era potenziata da un turbogetto General Electric J47 da 2359 kg di spinta che consentiva una velocità massima di 1083 km/h, facendo dell'F-86A il più veloce aereo da combattimento dell'U.S. Air Force.L'F-86A-1 fu costruito in 33 unità entro il marzo del 1949 e fu seguito dall'F-86A-5, che presentava alcune migliorie e fu costruito in 521 esemplari entro la fine del 1950.Dopo alcune versioni sperimentali, si arrivò all'F-86D, che fu uno dei modelli costruiti in maggior numero di esemplari. Era stato concepito come caccia monoposto con dotazione elettronica sufficiente per l'intercettazione diurna, notturna e con cattiva visibilità. A tale scopo era stato dotato di autopilota, un semplice controllo elettronico del motore, una centrale di tiro e un radar di scoperta con antenna parabolica da 45 cm alloggiata in un radome in plastica, sagomato come l'ogiva di un'elica e posto nella parte superiore del muso. La presa d'aria era stata ridisegnata e posizionata sotto il radome. La particolare fisionomia del muso gli fece attribuire l'appellativo di "Sabre Dog". Inoltre venne montato il postbruciatore, superfici orizzontali di coda che si muovevano come un blocco unico aumentando il controllo dell'aereo ad alta velocità e le sei mitragliatrici da 12.7 mm furono sostituite da un lanciatore retrattile, posto sotto la fusoliera, per 24 razzi non guidati da 7 cm. I razzi erano considerati un'arma migliore per ottenere la distruzione di un bombardiere nemico al primo colpo e potevano essere lanciati tutti assieme oppure in salve di sei alla volta. Il primo XF-86D volò nel 1949, ma problemi con l'elettronica ne ritardarono l'entrata in servizio fino alla primavera del 1953.Nel 1950 apparve l'F-86E, simile alla versione A, tranne che per l'impennaggio orizzontale totalmente mobile come sulla versione D.Nel marzo 1952 volò il primo F-86F con motore J47-GE-27 da 2680 kg di spinta che portava la velocità massima a 1100 km/h.L'apparizione nel novembre 1950 del veloce MiG 15 nei cieli della Corea, indusse i militari americani a trasferire su quel fronte il migliore aviogetto da combattimento a loro disposizione. Perciò il 4th Fighter Interceptor Wing, che era stato il secondo reparto a ricevere il Sabre, fu spostato prima in Giappone e poi in Corea.


Il Primo duello tra aerei a Reazione

Il primo scontro con i MiG 15 avvenne il 17 dicembre 1950. Gli F-86 erano schierati sulla base avanzata di Kimpo, poco a nord di Seoul, ed alcuni F-86A-5 in volo di pattugliamento a 9750 metri di quota sopra la zona del fiume Yalu che segna il confine fra Cina e Nord Corea, avvistarono quattro MiG 15 a circa 3000 metri più in basso che si muovevano in direzione opposta. I Sabre sganciarono i serbatoi ausiliari e virarono per mettersi in coda ai MiG, i piloti dei quali non sembrarono preoccuparsi, forse perché i loro aerei erano nettamente più veloci di tutti gli altri aerei americani incontrati fino ad allora. Invece uno dei Sabre riuscì ad avvicinarsi a sufficienza per far fuoco e abbattere un MiG. I piloti degli altri MiG, intuito il pericolo, dettero tutta manetta e si dileguarono ad una velocità che i Sabre non potevano raggiungere. Cadeva così il primo dei 792 MiG 15 che secondo le affermazioni dei piloti americani sarebbero stati abbattuti dai Sabre nei successivi due anni e mezzo di guerra.Le vittorie delle forze cinesi del generale Lin Piao, durante l'inverno 1950/51, costrinsero le truppe americane a ritirarsi disordinatamente lungo la penisola coreana privando i Sabre della loro base avanzata, e fu solo dopo che le forze americane ebbero riconquistato alcune delle posizioni perdute, che si ebbero nuovamente scontri fra MiG 15 e Sabre.Dal marzo 1951 i Sabre poterono operare da una base avanzata a Suweon, appoggiando i bombardieri americani impegnati nell'aerea fra Sineuiju, vicino alla foce dello Yalu, e Sinanju, a sud-est del fiume Chong-chon. Questa zona divenne nota come il "corridoio dei MiG" (MiG Alley) e fu teatro della maggior parte dei combattimenti aerei.In questo periodo trovò conferma la superiorità del MiG 15 sull'F-86 in fatto di prestazioni. Il Mig era più leggero e agile, aveva un raggio di virata più stretto, una maggiore quota di tangenza, una velocità ad alta quota molto più elevata e impiegava solo 6'40" per salire a 12 200 metri mentre l'F-86 aveva bisogno di 10'4". Il successo dei Sabre può essere innanzi tutto attribuito alla superiorità dei piloti americani su quelli avversari in fatto di addestramento, esperienza operativa e tattiche di combattimento. Molti dei piloti americani che combatterono in Corea avevano già combattuto nella Seconda guerra mondiale ed avevano quindi un'elevata abitudine al combattimento aereo, che invece mancava del tutto ai loro avversari anche se potevano giovarsi dell'esperienza degli istruttori russi.Nel giugno 1952 incominciarono a giungere in Corea i primi F-86F, che quasi eguagliavano i MiG 15 in fatto di velocità massima, e furono effettivamente disponibili alla fine dell'estate. Intanto la North American aveva sperimentato l'eliminazione delle alule sul bordo d'attacco delle semiali, aumentando invece la corda dell'ala di 15 cm alla radice e di 7.5 cm all'estremità. Queste modifiche ridussero la resistenza aerodinamica, incrementarono di 11 km/h la velocità massima e soprattutto aumentarono la maneggevolezza, permettendo una manovrabilità quasi pari a quella del MiG 15 alle quote e alle velocità più elevate. Per contro aumentò la velocità di stallo e quella di avvicinamento e atterraggio. I miglioramenti furono comunque tali che furono approntati appositi kit per introdurre retroattivamente le modifiche sugli F-86F già in linea. Queste modifiche tuttavia, divennero effettive solo nelle ultime settimane del conflitto. Quando fu firmato l'armistizio, nel luglio del 1953, le statistiche di fonte americana davano 792 MiG 15 abbattuti contro la perdita in combattimento di 78 F-86, più altri 26 non rientrati dalla missione, ma verosimilmente anch'essi abbattuti dai MiG.




MiG -15 "Fagot"


Il MiG 15 (Fagot in codice NATO) fu il risultato di una specifica dell'Aviazione militare sovietica, che chiedeva un caccia monoposto con velocità subsonica, elevata velocità di salita, buona manovrabilità in quota e un'autonomia di un'ora di volo. L'aereo era destinato a difendere il territorio dell'Unione Sovietica da un possibile attacco americano mediante bombardieri armati con bombe atomiche, che i sovietici ancora non possedevano, per cui era altresì richiesto un pesante armamento in grado di abbattere un bombardiere pesante con un unico passaggio.L'Ufficio Tecnico (Konstruktorskoe Byuro) MiG, fondato nel 1938 da Artem Ivanovich Mikojan e Mihail Isoforich Gurevich, iniziò lo studio del nuovo caccia nel marzo 1946, scegliendo la formula dell'ala media a forte freccia (35 gradi), e superfici di coda a T con freccia di 40 °. Il motore previsto era un turbogetto a flusso assiale, da 2000 kg di spinta, allora in fase di sviluppo. Nel frattempo il Governo sovietico aveva concluso con la Gran Bretagna un accordo commerciale per l'acquisto di motori Rolls Royce Nene, per cui il progetto originale dell'aereo venne modificato per accogliere il motore inglese. Il Rolls Royce Nene aveva il compressore di tipo centrifugo e quindi era di diametro più elevato del motore inizialmente previsto, di conseguenza la fusoliera del prototipo del MiG 15, designato I 310, dovette essere allargata. Il motore era sistemato nella parte posteriore della fusoliera, a sezione circolare, con la presa dell'aria nel muso. L'intera sezione di coda della fusoliera poteva essere aperta per facilitare la manutenzione. Freni aerodinamici a portello erano collocati su ambo i lati nella parte posteriore della fusoliera e si aprivano automaticamnete a velocità superiore a Mach 0.90. Il carrello triciclo era completamente retrattile e l'ampia careggiata delle ruote posteriori consentiva di operare agevolmente da piste semipreparate. L'abitacolo era pressurizzato e fornito di seggiolino eiettabile, e ,alle sue spalle, era sistemato il serbatoio principale del combustibile in posizione baricentrica.

Altri due piccoli serbatoi erano posti ai lati del condotto di ammissione dell'aria.Il primo prototipo volò il 2 luglio 1947, ma andò distrutto poco dopo durante prove di volo a bassa velocità. Un secondo prototipo modificato volò il 30 dicembre dello stesso anno. La produzione iniziò nel marzo del 1948 ed entro il 1951 ne erano stati costruiti 2000 esemplari che arrivarono a 4500 nel 1954.I primi MiG 15 erano equipaggiati con motore Rolls Royce Nene, costruito in Russia come RD-45F, che sviluppava 2270 kg di spinta e permetteva una velocità massima di 1045 km/h e una quota di tangenza di 15 000 metri. L'armamento era formato da due cannoni Nudelmann-Suvarov NS-23 da 23 mmm e da un cannone Nudelmann N-37 da 37 mm, quest'ultimo sostituito nelle ultime serie dal modello NR-37.Nel 1950 seguì il modello MiG 15bis o MiG 15SD, equipaggiato con un più potente turbogetto, derivato dal Nene, il Klimov VK-1 da 2700 kg di spinta che arrivavano a 3000 kg con iniezione d'acqua, e fornito di alettoni e ipersostentatori ad azionamento idraulico. L'incremento di potenza del motore rispetto al Nene originale fu ottenuto da Vladimir Klimov ridisegnando compressore, camere di combustione e turbina in modo da incrementare il flusso d'aria di circa il 30% senza aumentare le dimensioni generali del motore e con un aumento in peso di soli 59 kg. La velocità massima variava con la quota: 1075 km/h al livello del mare, 1046 km/h a 6000 metri e 998 km/h a 12 000 metri, mentre la tangenza raggiungeva i 15 700 metri.Dal MiG 15 e dal MiG 15bis vennero ricavate numerose varianti, come la biposto d'addestramento MiG 15 UTI, il caccia ogni-tempo MiG 15P, il cacciabombardiere MiG 15SB, i ricognitori fotografici MiG 15R e MiG 15bis R e il traino bersagli MiG 15T. Il MIG 15 fu esportato anche in paesi non comunisti e fu prodotto in serie in Cecoslovacchia come S 102, in Polonia come UM 1 ed in Cina, per un totale stimato di circa 16000 unità delle varie versioni. In Unione sovietica cominciò ad essere sostituito nei reparti di prima linea dal MiG 17 nel 1952, ma le aviazioni di Bulgaria, Cambogia, Cina e Corea del Nord lo tennero in servizio fino alla fine degli anni sessanta e alcuni paesi del Terzo Mondo addirittura fino agli anni novanta. D

urante la Guerra di Corea il MiG 15 venne fornito alle aviazioni cinese e nord coreana, debuttando in combattimento nel novembre del 1950 e dando vita a memorabili scontri aerei con i caccia americani, in particolare con gli F-86 Sabre. Sovente, soprattutto nella fase iniziale dell'impiego del MiG 15, i piloti cinesi e nord-coreani vennero accompagnati in combattimento da aerei pilotati direttamente da istruttori russi di notevole esperienza che riuscirono ad aggiudicarsi numerose vittorie ai danni degli aerei americani.Il primo incontro con gli aerei americani avvenne il 1° novembre, quando quattro caccia P-51 Mustang in volo di pattugliamento sul fiume Yalu, che segna il confina fra Cina e Nord Corea, vennero attaccati da sei veloci aviogetti con le insegne dell'Aviazione cinese. Il MiG 15 si rivelò nettamente superiore a tutti i caccia americani allora disponibili in Corea, ciononostante il primo combattimento aereo fra caccia a reazione, avvenuto il 7 novembre 1950, si concluse inaspettatamente a favore degli americani. Quel giorno quattro Lockheed F-80 Shooting Star americani, in pattugliamento lungo il fiume Yalu a circa 6000 metri di quota, avvistarono sei MiG 15 in procinto di decollare dall'aeroporto di Antung, a breve distanza dal fiume ma in una zona a loro interdetta perché in territorio cinese. I caccia nord coreani salirono rapidamente a 10000 metri e poi in coppie si lanciarono contro gli aerei americani.

Questi virarono per affrontarli, ma la manovra sembrò sorprendere i piloti avversari, che si dispersero in tutte le direzioni. Cinque caccia si allontanarono in cabrata verso il fiume ad una velocità che gli aerei americani non potevano raggiungere, mentre il sesto si cercò di disimpegnarsi in affondata. Il tenente Russell Brown si lanciò all'inseguimento di quest'ultimo e grazie al maggior peso del proprio aereo incominciò, man mano che si avvicinavano a terra, ad accorciare le distanze. Quando il pilota del MiG si accorse della pericolosa situazione, tentò di sottrarsi cabrando, ma ormai era troppo tardi. Centrato da una raffica di mitragliatrici precipitò in fiamme schiantandosi sulla sponda del fiume. Esistono tuttavia seri dubbi su ciò che accadde effettivamente. Infatti il MiG 15 era più veloce dell'F-80 anche in affondata e poteva accelerare più velocemente grazie alla maggior potenza del suo motore. È quindi molto più probabile che il MiG non sia riuscito ad uscire dalla picchiata e si sia schiantato al suolo da solo. Cinque giorni dopo venne abbattuto il primo F-86 in uno scontro fra otto caccia americani e sedici cinesi.Il 12 aprile 1951 48 bombardieri B-29, scortati da caccia F-84 Tunderjet del 27º Fighter Escort Wing ed F-86 del 4º Wing, attaccarono presso Sinuiju un ponte sul fiume Yalutsyan. Gli attaccanti vennero intercettati da 36 MiG 15 che, senza soffrire perdite, distrussero nove bombardieri. Un'altro importante combattimento si ebbe il 12 settembre, quando 150 F-80 Shooting Star impegnati in attacchi al suolo fra Anchzu e Phenian, vennero attaccati da circa 80 MiG 15. Nello scontro che seguì caddero 15 F-80 e 3 MiG 15.Il 30 ottobre 1951 si ebbe il cosiddetto "martedì nero" dell'aviazione americana: 21 B-29, scortati da 50 F-84, decollarono diretti all'aeroporto nordcoreano di Namsi. La formazione era preceduta da 34 Sabre, che avevano il compito di tenere i MiG 15 lontani dai bombardieri. Senonchè mentre i Sabre venivano impegnati da una formazione di circa 50 MiG 15, un secondo gruppo di 44 MiG attaccò i bombardieri. Dodici B-29 e 4 F-84 furono abbattuti e i rimanenti bombardieri tornarono alla base danneggiati e con morti e feriti a bordo.

Dopo di allora i B-29 vennero utilizzati esclusivamente di notte.Rispetto all'F-86A il MiG 15 era considerevolmente più leggero, aveva una velocità di salita molto più elevata, una maggiore manovrabilità, che si traduceva in un raggio di virata molto più stretto, e accelerava più velocemente. La velocità massima era la stessa a bassa quota, ma a quote elevate il MiG 15 era molto più veloce, e cosa particolarmente fastidiosa per i piloti americani, la sua quota di tangenza era più elevata, cosicché gli F-86 non potevano piombare dall'alto sugli aerei avversari come erano soliti fare i caccia americani della Seconda guerra mondiale contro gli aerei giapponesi e tedeschi.

Di contro il MiG 15 aveva equipaggiamenti di bordo di standard inferiore a quello degli aerei occidentali, il suo abitacolo era più stretto di quello dell'F-86, mancava di tute anti-g per i piloti, costituiva una piattaforma di tiro poco stabile e accusava qualche problema aerodinamico a velocità superiori a Mach 0.86, per problemi legati al comportamento degli alettoni e alla flessibilità delle semiali, con la tendenza a cadere in vite accidentale in seguito a manovre particolarmente violente. Inoltre, i potenti cannoni sistemati nel muso appesantivano la parte anteriore della fusoliera aumentando l'inerzia dell'aereo al beccheggio e rendendo difficile l'uscita dalle picchiate più accentuate.Il successo dei Sabre, seppur non nelle dimensioni proclamate dagli americani, può essere in primo luogo attribuito al superiore addestramento dei piloti americani e alla loro esperienza di combattimento. Infatti molti di essi erano veterani della seconda guerra mondiale e le loro tattiche erano migliori. Dall'altra parte i piloti cinesi e nord coreani (con istruttori russi) rivelarono insufficiente addestramento, poca disciplina in volo e mancanza completa di esperienza operativa.

Nel 1950 gli americani promisero una taglia di centomila dollari (Operation Moolah) al primo pilota cinese o nord coreano che avesse consegnato loro un MiG 15 e così, il 21 settembre 1953, un pilota nord coreano (No Kum-Sok) disertò atterrando sulla base sud coreana di Kimpo col proprio MiG 15 nuovo di fabbrica (visibile nella foto precedente con le insegne americane). L'aereo fu sottoposto ad una completa analisi e a numerosi test di volo dopodiché, gli USA, secondo una singolare prassi diplomatica, offrirono la restituzione dell'aereo al "legittimo proprietario". Poiché nessuno si presentò a rivendicarne la proprietà, l'aereo, ridipinto con le insegne della Corea del Nord, è oggi esposto al Museo dell'USAF.