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La "Sitzkrieg" della Luftwaffe


"Sitzkrieg" tradotto letteralmente dal tedesco significa "guerra seduta" , questo è il nomignolo con il quale le potenze che si erano dichiarate guerra, non fecero nulla, ossia, gli eserciti contrapposti non fecero altro che stare in una situazione di stallo, quasi a non voler "irritare" il nemico, cercando di non sparare neanche un colpo. Già dal 1 settembre del 1939 Francia e Inghilterra avevano aperto le ostilità contro la Germania, ormai impadronitasi di mezza Polonia, e non contro la Russia che si era presa l'altra metà, l'esercito francese era considerato il più forte del mondo cui si era aggiunto il corpo di spedizione britannico, ed era schierato dietro la linea Maginot, la Germania dietro la linea Sigfrido mantenendo le proprie posizioni. La linea Maginot era costituita da una serie di fortificazioni, lungo tutto l'arco della frontiera dalla Svizzera al Belgio, mentre la linea Sigfrido aveva caratteristiche diverse: erano una serie di ostacoli anticarro e sbarramenti in cemento armato, fossati e bunker, posti lungo tutto il territorio che confinava con la Francia da Aquisgrana fino in Svizzera. Ma ormai fu evidente che Hitler vittorioso dopo la conquista della Polonia aveva intensione di espandersi verso occidente.


Il Battesimo del fuoco.

La Battaglia della Baia di Helgoland (1939).

Anche se in questo primo periodo gli eserciti non tirarono un colpo per mesi, sia la Luftwaffe che la Royal Air Force, dal settembre del 1939 fino all'aprile del 1940, ebbero un intensa attività intorno la Baia di Helgoland, dove era insediata un importante base della Kriegsmarine affacciata sul Mar del Nord. Possiamo dire che questa azione per la RAF fu un vero battesimo del fuoco, infatti, è considerata la prima battaglia aerea del conflitto. Già dal 3 settembre del 1939, quando l'Inghilterra dichiarò guerra alla Germania che aveva già invaso la Polonia, il Comando inglese decise di assistere la Polonia non da l mare o da terra, ma bensì dall'aria, pianificando una serie di incursioni aeree contro obiettivi della marina tedesca. Il Bomber Command della R.A.F. decise di colpire le installazioni site sulla Baia di Helgoland, soprattutto il  complesso  localizzato vicino la città di Wilhelmshaven con depositi di munizioni e carburante.

Gli obiettivi della R.A.F.
Gli obbiettivi non erano soltanto importanti dal punto di vista strategico, ma anche vitali, la Baia era un importante base di appoggio per i temibili U-Boat tedeschi che tenevano sotto scacco la Royal Navy e i convogli inglesi, e decisamente senza un'azione diretta e risolutiva, i sottomarini e le navi da guerra tedesche avrebbero potuto raggiungere una supremazia sul Mar del Nord, precludendo ogni azione dal mare da parte degli Alleati. Il Ministero dell'Aeronautica inglese dopo aver approvato il piano inviò la conferma di fattibilità, e diede il via alle operazioni il 3 dicembre del 1939, l'obiettivo era l'isola di Helgoland ma questa prima operazione si concluse con un magro bottino, altre formazioni partirono nei giorni successivi (vedi mappa) e malgrado due incrociatori tedeschi abbattuti, e pochi obbiettivi nella costa centrati, le perdite da parte della RAF furono alte. il 18 dicembre una formazione di 24 Vickers Wellington del 37°e 149° Bomber Squadron decollarono dalle loro basi per colpire la Kriegsmarine e installazioni nei pressi di Wilhelmshaven, due Wellington furono costretti a ritornare indietro per avaria ai motori senza raggiungere lo spazio aereo tedesco, la reazione della Luftwaffe fu lenta ma efficace, riuscendo ad abbattere 12 dei 22 rimasti danneggiandone seriamente 3, di contro la Luftwaffe perse una cinquantina tra Bf109 e Bf110, una carneficina per ambo le parti.

Vicker Wellington del 9° Squadron
(lo schema mimetico è riferito ad un altro teatro operativo).
Wellington del 37° Squadron.
(lo schema mimentico è riferito ad un altro teatro operativo)
Wllington del 149° Squadron che non partecipò al raid perchè fu impiegato come riserva.
Analizzando con onestà intellettuale l'operazione, non è che sia stata un gran successo, la forza dirompente dei bombardieri a metà missione era diminuita a causa delle perdite inflitte dalla Luftwaffe, anche se effettivamente alcune installazioni e qualche nave da guerra, vennero colpite, in una prima analisi i pesantissimi Wellington, a parte le torrette di mitragliatrici di bordo, non avevano alcuna difesa contro gli agili  Bf 109, in seconda analisi, il "Mantra" di una guerra etica e "cavalleresca" precluse l'attacco di molti obiettivi di rilevanza strategica, data la loro vicinanza ai centri abitati, e civili. L'operazione comunque, ebbe una decisiva influenza sulle future scelte strategiche della R.A.F. : i bombardieri senza caccia di scorta, nelle missioni diurne, erano troppo vulnerabili, quindi si decise di operare in questo senso, pianificando attacchi di concerto con aerei di scorta, ma soprattutto, preferire missioni di bombardamento notturno e ad alta quota a "tappeto" abbandonando, "obtorto collo", la strategia della guerra cavalleresca.
La Luftwaffe in questo contesto, stava attraversando un periodo di transizione, così come Esercito e Marina, anche se l'invasione della Polonia fu un successo dal punto di vista tattico, il problema di fondo fu la catena di comando e la coordinazione. Nella fattispecie la Luftwaffe non aveva ruoli rilevanti nella difesa, ed era impiegata soltanto ed esclusivamente come forza di attacco. Il Luftverteidigungskommando Hamburg (comando dell'aeronautica di Amburgo) ebbe l'onere di difendere tutta la zona dei porti del Mar del nord e le navi da guerra della Kriegsmarine, ma i reparti da caccia e attacco della Luftwaffe erano dislocati in maniera sparsa, rendendo difficile il rapido dispiegamento in caso di attacco nemico, così anche le batterie contraeree "FlaK" della Kriegsmarine, poste geograficamente distanti dalle zone sensibili, rendendo poco efficace la loro azione, questo sistema era decisamente impraticabile. Ad alimentare questa inefficienza fu il rapporto non certo "idillico" tra Hermann Göring e Erich Raeder rispettivamente i comandanti supremi della Luftwaffe e della Kriegsmarine, rendendo complicata la collaborazione e soprattutto la coordinazione. La soluzione venne trovata nell'istituzione XI Luftgaukommando organizzato in maniera più efficiente e con sede in Hannover, e in un veterano di esperienza ex comandante del II/JG77, il Ten.Col. Carl August Schumacher  che già si era distinto durante le missioni di intercettazione contro i Wellington inglesi, abbattendone parecchi. La scelta di Schumacher era dovuta alla sua esperienza non solo come aviatore, ma anche come ex ufficiale della Marina Imperiale Tedesca nella seconda guerra mondiale, da allievo aveva partecipato anche alla Battaglia dello Jutland, questo suo background "marinaresco", secondo l'alto comando, avrebbe potuto ovviare ad eventuali difficoltà di cooperazione con la Kriegsmarine.


Schumacher ottenne il comando dello Jagdgeschwader 1 che avrebbe avuto il compito di coordinare tutta la forza aerea schierata difesa delle coste del Mar del Nord. Ma la forza di rado venne schierata per scopi difensivi, la filosofia di impiegare una strategia di solo attacco fu deleteria per la Germania di Hitler, che credeva la difesa aerea di poca importanza.  la vittoria dei caccia tedeschi il 18 dicembre 1939, ebbe un carattere occasionale e locale, piuttosto che strutturale e generalizzato. Soltanto successivamente e tardivamente i tedeschi si resero conto che la battaglia aerea della Baia di Helgoland, già dal dicembre 1939, era stata un monito a rafforzare e migliorare notevolmente l'organizzazione della difesa aerea in tutto il Reich. Ma per colpa di Hitler questo monito non fu mai ascoltato.