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Bio

Sono appassionato di aviazione militare da sempre, a differenza di moltissimi miei omologhi, io più che altro, sono nato con la passione per “il racconto del volo” : mentre c’era chi sognava di essere Icaro, io, volevo essere colui che avrebbe raccontato la sua storia. Ho scritto parecchi articoli sulla storia dell'aviazione dall' era pionieristica fino alla "Guerra fredda". Aerostoria e AeroStoria "Anni '50" sono i miei blog, dove ogni argomento trattato, viene esposto con onestà intellettuale, e soprattutto lealtà, aldilà di ogni ideologia, che se è giusta o sbagliata non sta a me giudicare. Collaboro con varie associazioni di ricercatori, e Club, che hanno lo scopo di promuovere e far conoscere la cultura aeronautica. Ed è solo questo il mio scopo, raccontare gli uomini e i mezzi che hanno fatto la storia dell'aviazione. 

Perchè AeroStoria?


Durante la Grande Guerra il mezzo aereo fu impiegato per la prima volta in modo massiccio a scopi militari. A poco più di un decennio dal primo volo dei fratelli Wright e dopo le prime prove in Libia durante la guerra italo-turca del 1911-12 e nei Balcani, l'aeronautica iniziò ad essere valutata per le sue potenzialità militari, tendenzialmente autonome da quelle delle truppe di terra. AeroStoria si prefigge un compito ben preciso e cioè narrare le gesta epiche e valorose di coloro i quali fecero della propria passione e del proprio sogno, "volare", uno strumento per combattere in virtù dei propri valori e ideali, giusti o sbagliati che siano, non sta a me giudicare, ma bensì solamente ricordare e raccontare, sono loro le fondamenta su cui si basano i tempi moderni e tecnologici che stiamo vivendo; i piloti moderni ricordano con rispetto e ammirazione i loro precursori, e il fascino di una aeronautica pionieristica, crea meraviglia ed interesse in coloro i quali sognano ancora oggi di "volare".


Gli uomini e i mezzi che hanno fatto la storia dell'aviazione:


Il caccia nacque, durante la prima guerra mondiale, dalla necessità di distruggere i ricognitori nemici che, sorvolando le postazioni nemiche, erano in grado di aggiustare il tiro dell'artiglieria con immaginabili conseguenze per l'esito della battaglia. Allo scoppio della guerra i caccia erano dei semplici ricognitori armati, aerei di legno e tela, con motori che a stento riuscivano a tenerli in volo e mitragliatrici che spesso si inceppavano. Grazie alle nuove tecnologie, alle esperienze dei piloti e ai loro consigli alla fine della guerra i caccia divennero delle armi micidiali e molto più affidabili in grado di abbattere con facilità i primi bombardieri e di terrorizzare i soldati nemici con ripetuti mitragliamenti a terra. Allo scoppio della seconda guerra mondiale i caccia erano macchine completamente diverse da quelle utilizzate nella Grande Guerra. Dotati di motori molto più potenti, mitragliatrici di calibro maggiore e più affidabili, forme aerodinamiche e tettuccio chiuso, erano in grado di volare più a lungo, più velocemente e più alto dei loro predecessori e il loro impiego era decisivo per l'esito di una battaglia. Basti pensare all'importanza che ebbero nella Battaglia d'Inghilterra: fu la prima battaglia combattuta esclusivamente dagli aerei e dimostrò l'importanza conquistata da una macchina che alla sua nascita era stata trattata con sufficienza dai vertici militari. I caccia furono fondamentali per il controllo dello spazio aereo: il dominio dei cieli era importante sia per evitare attacchi da parte di bombardieri nemici, sia per fornire appoggio alle truppe di terra mitragliando e bombardando l'esercito nemico. Lo sbarco in Normandia, ad esempio, fu possibile grazie anche al totale controllo aereo delle acque sopra la Manica.Alcuni importanti caccia della seconda guerra mondiale furono gli americani P-51 Mustang, P-38 Lightning e P-47 Thunderbolt, i tedeschi Messerschmitt Bf 109 e Focke-Wulf Fw 190, i britannici Supermarine Spitfire, Hawker Hurricane e de Havilland Mosquito, i giapponesi Mitsubishi A6M Zero e Kawasaki Ki-61, gli italiani M.C.202, M.C.205, Fiat G.55 e Reggiane Re.2005, i sovietici, Yakovlev Yak-7, Yakovlev Yak-9, Lavochkin Gorbunov Gudkov LaGG-3, Lavochkin La-5, MiG-1 e Ilyushin Il-2 Šturmovik e i meno conosciuti IAR 80 rumeni. La Messerschmitt AG fu la prima a produrre in serie un caccia con motori a reazione, il Me 262: il suo punto di forza era la velocità, che gli consentiva di piombare sulle formazioni di B-17 Flying Fortress, attaccarli e disimpegnarsi velocemente, senza che la scorta avesse il tempo di reagire. Il Me-262 era considerata da Hitler una delle famosi armi segrete che avrebbero inginocchiato gli eserciti alleati, anche se fu proprio una sua direttiva a impedire che questo avvenisse: aveva infatti imposto di utilizzare il Me 262 come bombardiere, un ruolo per il quale non era stato progettato. Sia grazie alla carenza di carburante negli ultimi anni di guerra, sia grazie a questa limitazione imposta da Hitler, il Me 262 non riuscì ad essere una vera difficoltà per gli alleati. 

AeroStoria "Anni '50"

Durante la Guerra di Corea ci furono i primi scontri tra caccia a reazione, che videro come protagonisti gli F-86 Sabre americani e i MiG-15 coreani ma di costruzione sovietica. Questi aerei erano una via di mezzo tra i vecchi caccia della seconda guerra mondiale e i futuri caccia armati di missili: univano infatti le grande prestazioni date dai nuovi motori ai vecchi armamenti della guerra, le mitragliatrici e i cannoncini. Con l'invenzione di motori a reazione capaci di far raggiungere velocità supersoniche, il design del caccia cambiò completamente. Gli aerei di questa nuova generazione infatti erano più grandi, più robusti e dotati di una nuova arma, il missile. Le velocità supersoniche resero impossibile l'uso delle mitragliatrici come arma principale, rendendo necessaria l'invenzione di un nuovo sistema per abbattere i velivoli nemici. Nel blog AeroStoria "Anni '50" verrà trattato questo periodo che va dalla Guerra di Corea fino al periodo della così detta "Guerra Fredda". Proprio perchè considero questo contesto storico come un Secondo periodo Pionieristico dell'aviazione, e di conseguenza, affascinante, ho deciso di dedicare un Blog separato da quello classico, come una sorta di secondo volume di un libro che non c'è....

Ino Biondo - AeroStoria.