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“The Devil”: Hiroyoshi Nishizawa, l’asso degli assi giapponese.




Molti assi dela seconda Guerra mondiale, come il tedesco Erich Hartmann, il russo Ivan Kozhedub e l’americano Richard Bong, sembravano nati per essere eroi. L’asso degli assi giapponesi, Hiroyoshi Nishizawa, fu una eccezione. Uno dei suoi compagni d‘arme, Saburo Sakai, scrisse che “sembrava che quell’uomo dovesse stare in un letto d’ospedale. Era alto e magro per essere un giapponese… le sue costole spuntavano dal costato”. Anche se Nishizawa era un esperto di judo e sumo, Sakai nota che il suo camerata “soffriva quasi costantemente di malaria e di malattie tropicali della pelle. Era pallido la maggior parte del tempo”.
Sakai, che era uno dei pochi amci di Nishizawa, lo descrive come un tipo taciturno e riservato “quasi sempre come un pensatore, piuttosto che un uome che in realtà era oggetto di venerazione”. A parere dei pochi che si guadagnarono la sua fiducia, Nishizawa fu profondamente leale. Nishizawa ebbe una metamorfosi nell’abitacolo del suo caccia Mitsubishi A6M Zero. “Per tutti coloro che hanno volato con lui – dice Sakai – egli divenne “The Devil”, il diavolo… Non ho mai visto un uomo a bordo di un caccia fare quello che era in rado di fare Nishizawa con il suo Zero. Le sue figure acrobatiche erano da togliere il fiato, brillanti, totalmente imprevedibili, impossibili, e colpivano al cuore i testimoni”. Aveva anche l’occhio del cacciatore, capace di individuare un aereo nemico prima che i suoi compagni individuassero qualsiasi altra cosa nel cielo. Persino quando la nuova generazione degli aerei americani stava spazzando i cieli del Pacifico dai Giapponesi, molti erano convinti che finchè fosse stato ai comandi del suo Zero, Nishizawa sarebbe stato invincibile. E lui provò che era vero.


Saburo Sakai

Hiroyoshi Nishizawa nacque il 17 Gennaio 1920 in un villaggio di montagna nella prefettura di Nagano, quinto figlio di Shuzoji e Miyoshi Nishizawa. Shuzoji era il direttore di una distilleria di sakè. Dopo essersi diplomato alle scuole elementari, Hiroyishi lavorò per un certo tempo in una fabbrica tessile. Quindi, nel giugno del 1936, un poster attirò il suo sguardo: un appello per volontari per la Yokaren (il programma di addestramento della riserva). Egli fece domanda di arruolamento e fu accettato come allievo pilota nel corso Otsu Numero 7 della Japanese Navy Air Force (JNAF). Completò il suo corso nel marzo 1939, laureandosi sedicesimo di un corso di 71. Dopo aver servito nei kokutais (Gruppi di Volo) Oita, Omura and Satura, nell’Ottobre del 1941 Nishizawa fu assegnato al Chitose Kokutai (Ku.).

Yukaren giurano fedeltà all' Imperatore a fine corso.


Dopo il 7 Dicembre 1941, data dell’attacco a Pearl Harbour e dello scoppio della guerra con gli Stati Uniti, un chetai (Squadron) del Gruppo Chitose, compreso il Petty Officer 1st Class (PO1C) Nishizawa, fu distaccato all’aeroporto Vunakanau, nelle isole della Nuova Inghilterra, recentemente conquistate dai Giapponesi. Essi erano equipaggiati con 13 obsoleti caccia Mitsubishi A5M, versati dal Tainan e Terzo kokutais, che aveva ricevuto i nuovi A6M2 Zeros. Il gruppo ricevette I primi tre Zero il 25 Gennaio.
Nishizawa stava volando a bordo di un A5M sopra Rabaul il 3 Febbraio quando lui ed otto dei suoi compagni intercettarono due degli idrovolanti Consolidated Catalina I della Royal Australian Air Force (RAAF) che opervano dalla base alleata di Port Moresby, nella Nuova Guinea. Uno dei Catalina risuscì ad evadere dall’attacco dei caccia giapponesi, ma Nishizawa attaccò l’altro, colpendolo ad uno dei motori. Il pilota australiano, Flight Lt. G.E. Hemsworth, riuscì a riportare il suo aereo danneggiato a Port Moresby, mentre il suo mitragliere, Sergeant Douglas Dick, rivendicò l’abbattimento di un aereo nemico, che fu in seguito considerato come probabile. A Nishizawa fu invece accreditato il Catalina come prima vittoria.

Nishizawa (in basso a destra) e alcuni appartenenti del Chitose Kokutai,
Nobushiro è in basso accanto a lui, di li a poco perderà la vita in azione sul Pacifico.

Rabaul fu attaccata da piccoli gruppi di bombardieri alleati a Febbraio. I Giapponesi conquistarono Sarumi e Gasmata nella parte occidentale della Nuova Britannia il 9 Febbraio, e immediatamente vi stabilirono nuove basi. Il giorno successivo alcuni distaccamenti, incluso l’unità di Nishizawa appartenente al Chitose Ku., furono aggregate ad un nuovo gruppo di volo, il quarto. Non appena i nuovi Zero furono disponibili, a Nishizawa fu assegnato un A6M2 con il codice F-108. Il 14 Marzo, Dodici zero del 4th Ku stavano scortando otto bombardieri in un raid su Horn Island, quando incontrarono sette Curtiss P-40E Warhawks del7th Squadron, 49th Pursuit Group, U.S. Army Air Forces (USAAF), guidati dal Captain Robert L. Morissey. Nel combattimento che ne seguì i piloti giapponesi rivendicarono l’abbattimento di sei P-40, più due probabili, mentre i loro avversari rivendicarono cinque Zero. In realtà i Giapponesi persero solo due dei loro piloti (Lt. j.g. Nobuhiro Iwasaki and PO1C Genkichi Oishi), mentre gli americani persero un solo P-40 il cui pilota, 2nd Lt. Clarence Sandford, si lanciò col paracadute sopra Bremer Island. I giapponesi non incoraggiavano le vittorie individuali, ed erano più inclini a riconoscere ed onorare lo spirito di squadra delle diverse unità. Come per i Francesi e gli Italiani, le vittorie dei Giapponesi erano assegnate al Gruppo di Volo, non agli individui. Per questo motivo, in genere, i tentativi di verificare le vittorie rivendicate individualmente dai piloti giapponesi furono possibili solo nel dopoguerra attraverso l’esame delle loro lettere e dei loro diari, o quelli dei loro comandanti.
La successiva vittoria rivendicata da Nishizawa fu un Supermarine Spitfire sopra Port Moresby, il 24 Marzo. Egli fu anche uno di piloti coinvolti nell’abbattimento di tre Spitfire nello stesso luogo il 28 marzo. In ogni caso si può dire con sicurezza che i Giapponesi non avevano identificato correttamente gli aerei nemici, dal momento che non c’erano Spitfire in Australia a qui tempi. Nel frattempo l’8 Marzo i Giapponesi erano sbarcati nella parte nord orientale della Nova Guinea ed avevano occupato Lae e Salamaua. Quindi il primo di Aprile la JNAF subì un processo di riorganizzazione, durante il quale il 4th Ku. divenne esclusivamente un gruppo da bombardamento, dal momento che il suo Chetai da caccia, incluso Nishizawa, fu incorporato nel Tainan Ku., sotto il comando del capitano Masahisa Saito. L’unità operò dall’aeroporto di Lae, dove le condizioni di vita erano miserabili. “Il peggiore aeroporto che io avessi mai visto, persino peggio di rabaul e degli aeroporti avanzati in Cina” racconta il PO1C Saburo Sakai, membro del Tainan Ku. Ma il suo wingman, PO3C Toshiaki Honda, descrive Lae come “il migliore terreno i caccia sulla terra”. Honda si riferiva a Port Moresby, un nido di vespe alleato distante circa 180 miglia. Qui, i piloti dei P-40 della RAAF, erano affiancati dai Bell P-39 Airacobras del 8th Pursuit Group, USAAF. L’11 Apile una sezione di zero del Tainan Ku. guidati dal Lt. j.g. Junichi Sasai, stavano rientrando alla loro base sorvolando Port Moresby, quando individuarono una formazione di quattro Aircobra. Sakai, coperto dal suoi gregari, il PO3C Honda ed il Marinaio di Prima Classe Keisaku Yonekawa, picchiarono sui due P-39 di coda, e li abbatterono entrambi. “Spinsi lo Zero fuori dalla sua picchiata e mi buttai in una stretta virata” dice Sakai “e mi preparai ad arrivare in coda agli altri due caccia di testa. La battaglia era già finita! Entrambi i P-39 stavano precipitando verso terra, e si lasciavano dietro una scia di fiamme e di fumo… Riconobbi uno degli Zero che stava insistendo nella picchiata, con un novellino ai comandi, Hiroyoshi Nishizawa.



 Nishizawa sullo Zero che gli venne assegnato.


Il secondo zero, che aveva fatto centro al primo passaggio, pilotato da Toshio Ota, stava richiamando violentemente per rientrare n formazione”. Da quel momento Nishizawa ed il ventiduenne pilota PO1C Ota erano entrati tra i veterani del Tainan Ku, insieme a Sakai, il primo asso del gruppo. Ota condivise con Nishizawa la stessa abilità ai comandi dello Zero, ma le loro personalià non avrebbero potuto essere più differenti. Egli, al contrario di Nishizawa, era estroverso, spiritoso ed amabile. Sakai disse una volta che Ota sarebbe stato più a suo agio in un night club, piuttosto che nella solitudine di Lae. Nelle settimane seguenti, il tainan Ku. Ebbe la sua dose di successi, ma le opportunità sembravano sfuggire Nishizawa. Il 23 Sprile lui, Sakai e Ota attaccarono l’aeroporto di Kairuku, a nord di Port Moresby, ed il 29 Aprile Nishizawa fu uno dei sei iloti di Zero che celebrarono il compleanno dell’Imperatore Hirhito mitragliando l’aeroporto di Port Moresby. In nessuna delle due occasioni, in ogni caso, i Giapponesi incontrarono alcuna opposizione aerea. Il 1 Maggio, otto Zero diretti a Port Moresby incontrarono 13 P-39 e P- 40 che volavano lentamente lungo la costa a 18.000 piedi. Nishizawa come al solito fu il primo ad individuarli e compì una ampia virata per attaccarli da dietro sulla sinistra. I suoi compagni non erano molto lontani, e colsero gli Americani completamente di sorpresa, abbattendone otto prima che gli altri si mettessero in salvo in picchiata. Sakai, che rivendicò due vittorie nel combattimento, descrisse cosa successe al ritorno a Lae quello che era successo: “Nishizawa si sbracciava dal suo abitacolo come se lo Zro stesse per fermarsi. Eravamo perplessi: di solito si staccava lentamente dal sedile. Quel giorno si stirò completamente, sollevò la braccia sopra alla testa urlando 'Yeeeeooow!'. Ci fermammo stpefatti: questo comportamento era completamente alieno al suo carattere. Quindi Nishizawa sorris e anò via. Il suo meccanico sorridendo ci disse il perché. Stando davanti al caccia alzò tre dita: Nishizawa era tornato in forma!”
E Nishizawa rimase in forma, abbattendo due P-40 sopra Port Moresby il giorno seguente, e un altro P-40 il 3 maggio. Il 7 maggio Sakai, Nishizawa Ota ed il PO1C Toraichi Takatsuka attaccarono 10 P-40 sopra Port Moresby, ed ognuno dei piloti distrusse un P-40 al primo passaggio. Altri 4 P-40 virarono su di loro, ma i giapponesi se li scrollarono di dosso con uno stretto looping. Quindi arrivarono alle spalle dei loro attaccanti e ne abbatterono altri tre. Nishizawa condivise l’abbattimento di due P-39 il 12 maggio, e abbattè altri due Airacobra il 13 maggio.
Il 15 maggio le piogge torrenziali costrinsero a terra il tainan Ku. All’alba del giorno seguente una unità di bombardieri North American B-25 Mitchell bombers del 3rd Bomb Group attaccarono Lae, e danneggiarono la pista con
numerosi crateri. L’intera giornata fu spesa per riparare i danni alla pista.
Quella notte Nishizawa, Ota e Sakai erano nella sala radio, e stavano ascoltando la musica trasmessa da una stazione Australiana, quando Sakai riconobbe la musica della “Danza macabra” di Camille Saint-Saëns'. “Mi è venuta una idea - disse eccitato – Sapete che domani saremo iviati in una missione di attacco a Moresby. Perché non organizziamo una danza della morte per conto nostro?” Ota scartò la proposta di Nishizawa, ma egli insisteva. “Dopo aver terminato la missione, noi tre torneremo a Moresy, e faremo una dimostrazione di acrobazia aerea proprio sopra al campo americano - suggerì Nishizawa - Quelli a terra impazziranno!” “Potrebbe essere divertente – disse Ota – Ma come reagirebbe il Comandante? Non ci lascerebbe mai andare”. “E allora? - replicò Nishizawa con un ampio sorriso - Chi ha mai detto che lo verrà a sapere?” Il 17 maggio Lt. Cmdr. Tadashi Nakajima guidò il Tainan Ku in un attacco teso a neutralizzare Port Moresby, con Sakai e Nishizawa come suoi gregari.

Piloti di Zero durante il Briefing pre-volo

L’attacco fu del tutto inutile, e 3 formazioni di caccia alleati intercettarono gli zero costringendoli ad un terribile dogfight. I Giapponesi rivendicarono cinque P-39 abbattuti, inclusi due da Sakai e altre possibili vittorie condivise da Nishizawa. In ogni caso due Zero furono abbattuti sopra uccidendo il Lt. j.g. Kaoru Yamaguchi ed il PO2C Tsutomu Ito. La formazione Giapponese si era raggruppata per il viaggio di ritorno. Sakai segnalò a Nakajima che stava inseguendo un aereo nemico, e si sganciò dalla formazione. Qualche minuto dopo era di nuovo sopra Port Moresby, per incontrarsi con Nishizawa e Ota. Dopo aver stabilito il programma a gesti, ed aver controllato che non ci fossero in giro aerei nemici, il trio effettuò una sequenza di tre loop in formazione stretta. Dopo di che, un giubilante Nishizawa indicò a gesti che volòeva ripetere l’esibizione. Picchiando a 6.000 piedi (2.000 metri) gli Zero effettuarono altri tre loop, sempre senza essere bersagliati d terra. A questo punto i giapponesi si diressero a Lae, arrivandovi circa 20 minuti dopo che vi erano atterrati i loro compagni. Erano circa le 9 di sera, quando una ordinanza disse a Sakai, Ota e Nishizawa che il Lieutenant Sasai li voleva immediatamente nel suo ufficio. Quando essi arrivarono, Sasai porse loro una lettera.
“Avete idea da dove arrivi questa?” – gridò – “No? Ve lo dirò io, pazzi! E’ stata lanciata sulla nostra base alcuni minuti fa, da un aereo nemico!” La lettera, scritta in inglese, diceva: “Al Comandante di Lae: “Al Comandante di Lae: siamo stati molto impressionati dai tre piloti che ci hanno fatto visita oggi, ed a tutti noi sono piaciuti i loop che hanno effettuato sul nostro campo. E’ stata una bella esibizione. Apprezzeremmo molto se gli stessi piloti ritornassero un’altra volta, ciascuno portando una sciarpa verde attorno alcollo. Siamo davvero spiacenti di non aver potuto dare loro una migliore attenzione nel corso della loro ultima visita, ma la prossima volta feremo in modo di far loro trovare un caldo benvenuto da tutti noi” Nishizawa, Sakai e Ota stavano ritti sull’attenti, con un erculeo sforzo per non mostrare quello  che passava per le loro teste, mentre Sasai li riprendeva per il loro comportamento da idioti, e proibiva loro di fare qualsiasi altra esibizione acrobatica sopra gli aeroporti nemici. I tre assi del Tainan Ku., comunque, si ritrovarono segretamente d’accordo nel riconoscere che la coreografia era valsa la pena. Nishizawa abate un altro P-39 il 20 maggio. Il 24 maggio un attacco su Lae di sei B25C del 13th Squadron, 3rd Bomber Group, provocò una violenta reazione di 11 Zero. Nishizawa raggiunse i Mitchell per primo, e in pochi istanti i colpi dei suoi cannoni raggiunsero il primo Mitchell, pilotato dal Cpt. Herman F. Lowery, a schiantarsi in fiamme poco oltre la pista giapponese. Nel combattimento che seguì tra Lae e Salamaua, Ota abbatté il secondo B-25 della formazione, Sakai ne abbatté due, e Sasai un altro, lasciando un solo superstite in grado di ritornare a Port Moresby.
Il 27 maggio i giapponesi erano in missione a bassa quota sopra la giungla, quando incontrarono quattro B-17E del 19th Bomber Group che volavano in fila indiana, scortati da 20 Bell P-400s (modello esportazione del P-39 con un cannone da 20mm al posto di quello da 37mm del P-39) del 35th Pursuit Group, che era arrivato a Port Moresby in maggio per dare il cambio all’esausto 8th Group. Gli zero attaccarono da dietro e dal basso, e nel dogfight che seguì Sakai abbatté un Airacobra e ne spinse un altro a schiantarsi contro le montagne. Nishizawa e Ota rivendicarono un Airacobra nelle stesse identiche circostanze, entrambi spingendo il loro nemico a schiantarsi, e quindi richiamando l’aereo all’ultimo secondo.
Nishizawa aggiunse al suo carnet un altro P-39 il primo giugno, seguito da altri due il 16 giugno. Il 25 giugno ne abbatté un altro, e condivise l’abbattimento di un altro ancora con altri due piloti. Un altro P-39 fu da lui abbattuto il 4 Luglio. Nonostante questi successi, i Giapponesi non riuscivano a far girare le cose a loro favore. Il 9 Giugno una formazione di 23 Zero intercettò una formazione di B-26 sopra Lae. Ne avevano abbattuti 4 sopra Cape Ward Hunt quando furono attaccati da 11 P-400 del 39th Squadron, 35th Fighter Group. Il Warrant Officer Satoshi Yoshino, un asso con 15 vittorie, fu abbattuto dal Cpt. Captain Curran L. Jones, che più tardi portò il suo record a 5 abbattimentio a bordo di un Lockheed P-38F Lightning. Anche il solito Nishizawa perse un incontro l’11  Luglio, quando fu abbattuto mentre stava cercando di attaccare un B-17. Si rifece abbattendo un altro P-39 lo stesso giorno.
Allo stesso modo un Lockheed A-28 Hudson provò di essere troppo veloce e tosto per lui, e riuscì a salvarsi il 22 Luglio. Il 25 Luglio comunque, egli abbattè un altro P-39 sopra Port Moresby, e suvìccessivamente si unì ad altri otto Zero nell’abbattimento di un B-17 sopra Buna.
Quando il 2 Agosto altri 5 B-17 vennero di nuovo ad attaccare Lae, i Giapponesi provarono la nuova tattica di attacco frontale (head-on). Il risultato fu spettacolare. Un colpo di cannone di Nishizawa si infilò nel primo aereo che esplose in una palla di fuoco. Ota, Sasai e Sakai, distrussero un altro B-17s.


La Squadriglia di Nishizawa


Tre P-39 arrivarono in loro aiuto, soltanto per essere sopraffatti ed abbattuti da Nishizawa, Ota e Sakai. Alla fine dello scontro anche la quinta Fortezza era stata abbattuta, ma non prima che uno dei suoi mitraglieri avesse danneggiato lo Zero di Sakai., ed abbattuto il marinaio di Prima Classe Yoshio Motoyoshi, gregario di Nishizawa. Appena atterrato Nishizawa ignorò i complimenti dei suoi specialisti. “Rifornite il mio aereo e caricate le armi” – ordinò, e decollò di nuovo alla ricerca del suo gregario scomparso. “Ritornò due ore dopo – scrive Sakai – con un velo di tristezza che gli oscurava il viso”. Il giorno seguente il Tainan Ku fu trasferito all’aeroporto di Lakunai a rabaul. Il 7 Agosto era giunta notizia che i marines americani erano sbarcati a Guadalcanal, ad oltre 500 miglia dalle salomone, alle 5:20 di quella mattina.
Senza alcuna esitazione il Lt. Cmdr. Nakajima guidò 17 Zero di scorta a 27 Bombardieri Mitsubishi G4M bombers del 4th Ku. In un attacco alla task force della marina americana di supporto alle forze di invasione. I Giapponesi incontrarono una formazione di 18 Grumman F-4F Wildcat e 16 bombardieri in picchiata SB-3 Daunltess decollati dalle portaerei Sarataoga, enterprise e Wasp. A Nishizawa furono accreditati sei F4-F nel primo combattimento tra aerei provenienti da terra ed i velivoli lanciati dalle portaerei americane. Una delle sue vittime fu probabilmente il Lieutenant Herbert S. ("Pete") Brown del VF-5, che fu attaccato da uno Zero che lo bersagliò con un tiro a deflessione dall’alto ad una distanza di circa 1.500 piedi, facendo a pezzi l’abitacolo e ferendolo ad una gamba. Petre Brown raccontò che il suo avversario si affianc al suo aereo, e dopo che i due si erano guardati l’un l’altro, il pilota giapponese sorrise, salutò e se ne andò. Sia l’abilità che il comportamento del pilota giapponese ricordano lo stile di Nishizawa, ma non per la prima e neanche per l’ultima volta, le sue idee sulla resistenza del F4-F si rivelarono sbagliate. L’aero infatti riuscì a tornare sulla Saratoga. Le altre vittime di Nishizawa appartenenti al VF-5 includono Joseph R. Daly, abbattuto in fiamme su Guadalcanal, gravemente ustionato e salvatosi con il paracadute al largo di Guadalcanal, ed il Lt. J.G. William M. Holt, che però fu ucciso. Dopo un difficile volo, Sakai distrusse un F4-F del VF-5 pilotato dal Lieutenant James J. Southerland II, che fu ferito, ma riuscì a lanciarsi ed a sopravvivere.
Sakai quindi abbattè un SBD-3 della Wasp, VS-71 Squadron, uccidendo il radio operatore di 2° Classe Harry E. Elliott e ferendo il pilota, Lieutenant Dudley H. Adams, successivamente ripescato dal cacciatorpediniere Dewey. Quindi Sakai si avvicinò a quelli che sembravano essere 8 Wildcat, che si rivelarono però essere SBD del VB-6 e VS-5. Uno dei mitraglieri degli SBD colpì Sakai alla testa con un colpo della sua Calibro .30, rendendolo temporaneamente cieco. Alla fine del combattimento gli Zero si rimisero in formazione per il loro lungo volo di ritorno. Nishizawa notò l’assenza di Sakai, e si abbandonò una delle sue solite pazzie. Rasentando il mare a bassissima quota e da solo, pattugliò l’area alla ricerca di Sakai o di altri americani da attaccare. Più tardi si calmò e rientrò a Lakunai. Più tardi, tra lo stupore generale, Sakai, ferito gravemente, arrivò dopo un volo solitario di 560 miglia.
Nishizawa lo estrasse personalmente dall’aereo, più velocemente e gentilmente possibile, e lo portò dal chirurgo. Evacuato verso il Giappone il 12 Agosto, Sakai perse un occhio, ma ritornò a combattere nel 1944, terminando la su carriera con 64 vittorie, quarto asso giapponese della Seconda Guerra Mondiale Le vittorie rivendicate dai Giapponesi nella battaglia del 7 agosto furono di 36 F4F (compresi sette non confermati) e sette SBD. Le reali perdite americane furono di 9 Wildcat e un Dauntless. Quattro piloti degli F4F (Holt, Lt. j.g. Charles A. Tabberer, Ensign Robert L. Price del VF-5, e l’Aviation Pilot 1st Class William J. Stephenson del VF-6) e un operatore radio degli SBD furono uccisi.


Coppia di Zero

Le vittorie rivendicate dagli americani furono più modeste: sette bombardieri, più altri cinque probabili, e due Zero. I Giapponesi persero quattro G4M ed altri sei rientrarono alla base talmente danneggiati da essere tolti dal servizio, insieme alla perdita di due piloti del Tainan Ku., PO1C Mototsuna Yoshida (12 vittorie) ed il PO2C Kunimatsu Nishiura, entrambi uccisi dal Lt. j.g. Gordon E. Firebaugh del VF6 della portaerei Enterprise's, appena prima che Firebaugh stesso fosse abbattuto e obbligato a lanciarsi con il paracadute. Sakai e Yoshida erano solo i primi di molti assi Giapponesi la cui carriera fu accorciata durante il corso dei combattimenti dei sei mesi seguenti contro gli Squadron della U.S.Army, della U.S.Navy e dei Marines che operavano dall’aeroporto di Henderson Field a Guadalcanal. Il 26 Agosto, Junichi Sasai, il cui record ufficiale era 27 vittorie, fu ucciso dal Cap. Marion E. Carl del Marine Fighter Squadron VMF-223. Il Warrant Officer Toraichi Takatsuka (16) ed il PO2C Susumu Matsuki (8) furono uccisi durante un dogfight con i F4F-4 del VF-5 e VMF-223. Nishizawa sopravvisse, e si adattò ai migliori aerei americani ed al miglioramento delle loro tattiche. Il 5 ottobre lui ed altri 8 piloti abbatterono un B-25 che stava attaccando Rabaul, ed il giorno 8, insieme ad altri 8 compagni, abbatterono un aerosilurante sopra Buka. L’11 ottobre, Durante un incontro sopra Guadalcanal tra 16 Zero del Tainan Ku. E otto F4F del VMF-121 Nishizawa ottenne l’unico successo da entrambe le parti, quando forzò il 2nd Lt. Arthur N. Nehf, a bordo del suo Wildcat, ad ammarare nel Canale di Luga. Nishizawa fu accreditato di uno dei quattro Wildcat rivendicati dal Tainan Ku. durante un combattimento sopra Guadalcanal contro il VMF-121 avvenuto il 13 Ottobre. L’unica perdita da parte dei Marine si ebbe quando il PO1C Kozaburo Yasui, il PO3C Nobutaka Yanami ed il Marinaio di Prima Classe Tadashi Yoneda abbatterono un Wildcat il cui pilota, Capitano Joseph J. Foss del VMF-121, riuscì ad effettuare un atterraggio di fortuna a Henderson Field. Nishizawa dichiarò un altro abbattimento di un F4F il 17, insieme ad un altro aerosilurante condiviso con un altro pilota. Egli rivendicò un altro F4F il 20 ottobre, durante uno scontro con il Maggiore Leonard K. Davis' VMF-121, ma di fatto nessuno dei contendenti subì perdite quel giorno. Toshio Ota ferì mortalmente il Marine Gunner Henry B. Hamilton del VMF-212 il 21 Ottobre. Fu la sua trentaquattresima vittoria, ma fu lui stesso abbattuto qualche momento più tardi dal 1st Lt. Frank C. Drury. Il 25 Ottobre la carriera di un altro asso del Tainan Ku. terminò, quando il Marinaio di Prima Classe Keisaku Yoshimura (9 vittorie) fu vittima di Joe Foss del VMF-121.


Portaerei Shokaku

La JNAF subì un’altra riorganizzazione il primo Novembre, quando tutte le unità furono designate con una nuova numerazione. Il Tainan Ku. divenne quindi il 251st Kokutai. A metà mese il gruppo fu richiamato a Toyohashi in Giappone, per rimpiazzare le perdite. Yasuna Kozono divenne il nuovo Comandante. Il Lt. Cmdr. Nakajimandivenne il suo air officer, ed il nuovo personale fu addestrato da un gruppo di 10 veterani tra i quali Nishizawa. Al momento in cui fu spostato a Toyohashi, le vittorie di Nishizawa ammontavano a circa 55, ma le sorti della guerra stavano girando a favore degli Americani. Le ultime truppe giapponesi furono evacuate Guadalcanal il 7 febbraio 1943. Da quel momento, gli Alleati furono permanentemente in offensiva nel teatro del Pacifico. Nel frattempo in Giappone Nishizawa visitava Sakai, che si stava riprendendo all’Ospedale di Yokosuka hospital. Aggiornando il suo amico sugli eventi, Nishizawa si lamentava del suo nuovo compito di istruttore: “Saburo, puoi immaginarmi a bordo di un vecchio biplano, mentre insegno ad un giovane folle come virare, e come conservare asciutti i pantaloni?” Nishizawa descrisse anche la perdita di molti dei loro compagni e la avanzata delle forze americane. “Non è come ti ricordi tu, Saburo – gli disse – Non c’è nulla che possiamo fare.
Ci sono sempre troppi aerei nemici, semplicemente troppi” Nonostante ciò, Nishizawa non poteva attendere di ritornare a combattere, “Voglio ancora averetra le mani un caccia” disse “Ho semplicemente bisogno di ritornare in azione. Stare a casa in Giappone mi uccide” Il 251st Ku. Ritornò a Rabaul il 7 Maggio 1943 e riprese le operazioni sulla Nuova Guinea e le Salomone. L’aereo pilotato da Nishizawa in quel periodo era uno Zero A6M3 Type 22 con il numero UI-105.


Zero basati a terra.

Il 14 Marzo, 32 Zero del 251st Ku. scortarono bombardieri 18 G4M del 751st Ku. in un pesante raid su Oro Bay, New Guinea. Essi si incontrarono con alcuni P-40 e contro i nuovi Lockheed P-38 Lightning del 49th Fighter Group. Ci fu un confuso dogfight, durante il quale i Giapponesi rivendicarono 13 Americani (cinque dei quali probabili), mentre il 49th Group rivendicò 11 G4M "Betty" e 10 dei loro "Zeke" di scorta. Il risultato reale fu l’abbattimento di sei G4M che non rientrarono alla loro base a Kavieng, New Ireland, ed altri quattro rientrarono danneggiati, mentre il 251st Ku. non perse alcun pilota. L’unica perdita americana fu il 2nd Lt. Arthur Bauhoff, il cui P-38 fu abbattuto da due A6M3, uno dei quali era Nishizawa. Bauhoff fu visto paracadutarsi in acqua, ma la nave di soccorso inviata a cercarlo trovò solo un branco di squali che avevano segnato la su fine.
I P-40 del 7th Squadron's attaccarono i bombardieri, ma il 1st Lt. Sheldon Brinson fu affrontato da un agilissimo Zeke, il cui pilota era chiaramente un
veterano, e si salvo soltanto con una veloce picchiata. Questo poteva essere il P-40 rivendicato quel giorno da Nishizawa, il cui stile di combattimento era certamente quello descritto dal Brinson. Un altro P-40 del 7th fu danneggiato, e il suo carrello cedette in atterraggio, e l’aereo fu distrutto, anche se il suo pilota, 1st Lt. John Griffith, restò illeso. I 251st e 204th Kokutais decollarono il 7 Gennaio per una azione di interdizione sopra Guadalcanal, soltanto per essere intercettati sopra Russel Island da una formazione mista di aeri Alleati: F4F-4 dei Marines; Chance Vought F4U-1 Corsairs del VMF-112; P-40F del 44th Squadron, 18th Fighter Group; P-38Fs del 339th Squadron, 347th Fighter Group; P-40E Kittyhawks del No. 15 Squadron, Royal New Zealand Air Force (RNZAF). Il 14 Maggio entrambi gli schieramenti rivendicarono molti più abbattimenti di quelli avvenuti in realtà. Il 251st Ku. da solo rivendicò 23 vittorie (cinque delle quali probabili) mentre gli alleati rivendicarono un totale di 24 Zero. Le reali perdite alleate furono quattro F4Us ed un P-40, insieme ad alcuni danneggiati (due dei quattro RNZAF Kittyhawks si schiantarono in un atterraggio di emergenza a Russell Island), ma miracolosamente tutti i piloti sopravvissero. Dall’altra parte otto Zero furono distrutti, sette dei loro piloti furono uccisi, inclusi 4 del 251st Ku. Le vittorie rivendicate da Nishizawa comprendevano il suo primo Corsair, che potrebbe essere stato quello del Comandante del VMF- 112, Major Robert B. Fraser, che dopo aver abbattuto due Zero come sua quinta e sesta vittoria, fu in seguito abbattuto a sua volta, ma si salvò con il paracadute.



Il dramma del giorno era centrato sul PO1C Masuaki Endo, che abbattè un P-38 prima di ritrovarsi in coda il P-40 del 1st Lt. Jack A. Bade del 44th Squadron, e fu più tardi accreditato dell’abbattimento del Lightning da parte di un testimone giapponese. Endo fu quindi protagonista di un duello frontale con il 1st Lt. Henry E. Matson del 44th, ma il suo Zero fu colpito dal fuoco delle sei calibro .50 dell’aereo americano. Nel sacrificio finale, Endo si schiantò contro il P-40 di Matson. Matson si lanciò con il paracadute e sopravvisse alle attenzioni di due zero che gli si avvicinavano esibendo un grande sorriso e grandi gesti delle braccia, alle quali i Giapponesi risposero a loro volta con saluti, e se ne volarono via. Egli fu in seguito ripescato da un battello di soccorso. Il P-40 di Matson fu accreditato a Endo, la cui morte privò la JNAF di un altro valoroso ed esperto pilota. A metà Giugno Nishizawa aveva aggiunto altri sei aerei alleati al suo totale. A quel momento i gruppi di volo della marina Giapponese abbandonarono completamente l’abitudine di registrare le vittorie personali, ed il record esatto di Nishizawa divenne difficile da accertare. Durante quel periodo, in ogni caso, i suoi risultati furono onorati da un dono del comandante della 11th Air Fleet, Vice Adm. Jinichi Kusaka, una spada militare con l’iscrizione Buko Batsugun("For Conspicuous Military Valor"). In Settembre Nishizawa fu trasferito al 253rd Ku. Operava dalla base di Tobera, Nuova Britannia, ma fu richiamato in Giappone un mese dopo. A quel tempo Lt. Cmdr. Harutoshi Okamoto, comandante del 253rd Ku., riferirono che il bottino di Nishizawa ammontava a 85 vittorie. Nishizawa fu promosso warrant officer in Novembre, e fu assegnato come istruttore al Oita Ku., ma la sua performance in tale ruolo fu giudicata poco tollerabile dal suo superiore. Egli fu quindi assegnato al 201st Ku. Nel Febbraio 1944, trasferito da Atsugi alla difesa della parte settentrionale delle Isole Kurile, contro I raid della Eleventh Air Force americana. Le opportunità di ingaggiare aerei nemici erano rare, e Nishizawa non collezionò alcuna vittoria.


Nishizawa Su uno Zero "Zeke"

Il pericolo della invasione americana delle Filippine cresceva, ed il 22 Ottobre 194429 aerei del Hikotai (distaccamento) 304 del 201st Ku. furono inviati all’aeroporto di Bamban, sull’isola di Luzon. Il 24 Ottobre Nishizawa fu assegnato ad un contingente di tale distaccamento, e fu inviato all’aeroporto di Mabalacat, a Cebu Island. Il giorno successivo, Nishizawa guidò tre A6M5s, pilotati da Misao Sugawa, Shingo Honda and Ryoji Baba, in una missione di scorta ad altri cinque che portavano bombe da 550 ibbre. I volontari che pilotavano gli Zero armati di bombe, guidati dal Lieutenant Yukio Seki, avevano intenzione di schiantarsi deliberatamente sulle navi americani che avessero incontrato, preferibilmente portaerei, nella prima missione suicida ufficiale dei kamikaze, o “vento Divino”. Scontrandosi contro 20 Grumman F6F Hellcats, Nishizawa e la sua scorta rivendicarono due aerei americani abbattuti, portando il suo record personale ad 87 aerei abbattuti. L’attacco suicida ebbe inoltre successo: quattro dei cinque Kamikaze colpirono i loro obiettivi, affondando la nave scorta St. Lô. Nishizawa fece rapporto del successo della missione al Commander Nakajima dopo essere rientrato alla base, e quindi si offrì volontario per la missione Kamikaze del giorno seguente. “Era strano - disse Nakajima più tardi a Saburo Sakai - ma Nishizawa insisteva nel dire che aveva avuto una premonizione. Egli aveva la sensazione che sarebbe vissuto ancora solo pochi giorni. Non volevo lasciarlo andare. Un pilota del suo valore sarebbe stato più utile al suo paese dietro ai comandi di un caccia piuttosto che picchiando su di una portaerei, come lui chiedeva di fare”. Al contrario, l’aereo di Nishizawa's fu armato con una bomba da 550 libbre, e utilizzato dal Naval Air Pilot 1st Class Tomisaku Katsumata, un pilota con meno esperienza, che in ogni caso si buttò sulla nave scorta Suwannee al largo di Surigao. Anche se la nave non fu affondata, essa bruciò per molte ore, mentre 85 uomini di equipaggio furono uccisi, 58 furono dispersi, e 102 feriti. Nello stesso momento, Nishizawa e molti altri piloti lasciarono Mabalacat quella mattina a bordo di un bombardiere, per andare a ritirare alcuni nuovi Zero aClark Field, Luzon. Sopra a Calapan, sull’isola di Mindoro, il bombardiere fu attaccato da due Hellcats del VF-14 partiti dalla portaeri Wasp, e fu abbattuto in fiamme. Nishizawa, che non avrebbe mai potuto essere abbattuto ai comandi di un caccia, morì tragicamente come passeggero, probabilmente vittima del Lt. j.g. Harold P. Newell, al quale fu accreditato un Helen (nome in codice alleato per il bombardiere dell'esercito Nakajima Ki.49 Donryu) Alla notizia della morte di Nishizawa, il Comandante della Combined Fleet, Admiral Soemu Toyoda, lo onorò con una menzione nel bollettino di guerra di tutte le unità, e lo promosse postumo al grado di Tenente. A causa della confusione creata alla fine della guerra, la pubblicazione del bollettino fu rimandata ed il servizio funebre per il più grande asso della caccia giapponese non fu celebrato fino al 2 Dicembre 1947. A Nishizawa fu inoltre attribuito il titolo postumo di Bukai-in Kohan Giko Kyoshi, una frase zen buddista che può essere tradotta come “Nell’oceano dei militari, che rappresenta tutti i piloti che si sono distinti, un buddista onorevole”. Non fu certamente un brutto epitaffio, per un uomo che una volta era conosciuto come “Il Diavolo”

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