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Amelia Earhart. Una donna con le ali.



di Ino Biondo & Jacopo Marin.

Una donna con un coraggio senza pari, soprannominata Lady Lindy, la Earhart era stata la prima donna a compiere la trasvolata in solitario dell'Atlantico, questa nuova avventura richiamò l'attenzione di tutto il mondo. La sua avventura, a tutt'oggi, risulta avvolta nel mistero: Partì il 1 luglio, e il giorno seguente, il 2 luglio del 1937 scomparve misteriosamente con il suo aereo. La nave che seguiva il suo viaggio perse ogni contatto aereo con il suo Lockheed. Le ricerche del velivolo, durate per due settimane, non diedero alcun risultato. Non furono rinvenuti nè i resti dell'aeroplano, nè il pilota. Fu concluso che era morta. Ma da allora si scatenò una ridda di ipotesi, tra le quali che il velivolo non si fosse inabissato nell'oceano, e che l'aviatrice finì i suoi giorni su un isola deserta, dopo un atterraggio di fortuna. Quest'avventura contribuì a fare di lei un mito, ma a volte la costruzione di un mito, paradossalmente,  serve a far conoscere l' immagine e non l'individuo, noi oggi ci proveremo.



L'EPICO PERIODO PIONIERISTICO


Fù nell' Aprile del 1920, all'età di 23 anni, che Amelia va insieme al padre ad un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano, per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles, da lì in poi capì che il volo sarebbe diventato il suo scopo, la sua ragione di vita. Affascinata dai pionieri dell'aria che in quel periodo compivano grandi imprese, considerati alla stessa stregua di eroi mitici senza paura, la giovane Amelia non potè non subire il fascino di queste macchine così sconosciute e nello stesso tempo così perfette: macchine che oggi sembrano un groviglio di stoffa di tela e legno ma a quel tempo erano vere e proprie macchine volanti il non plus ultra della tecnologia, macchine che permisero di mettere in pratica il sogno di Icaro. 







Comincia a frequentare le lezioni di volo e ad un anno di distanza, con l'aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo ad un'altitudine di 14.000 piedi. Nata il 24 di luglio del 1897 la sua infanzia la trascorse coi nonni materni apparteneva alla classe medio borghese americana di quel tempo, la madre Amy Otis era una donna di carattere, che spesso incoraggiava le passioni della figlia di contro il padre di Amelia Edwin Earhart era un uomo facoltoso ma con problemi di alcool. Questa situazione segnò molto la vita della piccola Amelia, per colpa dei continui litigi in casa la madre decise di affidare la piccola ai nonni dove avrebbe potuto trascorrere una vita più serena. Il periodo dai nonni fù per Amelia e la sorella Grace un periodo felice, assieme trascorrevano giornate intere correndo sui prati e rendendosi protagoniste di tantissime avventure, amava arrampicarsi sugli alberi e sognare che un giorno avrebbe potuto volare come gli uccelli. Da adolescente frequentò varie scuole senza eccellere brillantemente, aveva una spiccata attitudine nelle materie scientifiche e lo sport, in questo periodo la giovane Amelia non socializzava molto con i suoi coetanei, molti suoi compagni la ricordavano come una ragazza sicuramente molto vivace, ma solitaria e taciturna.
Intanto la prima guerra mondiale incalzava, per Amelia e per molti altri nel mondo iniziava un periodo difficile e pieno di insicurezze, dopo essersi laureata decise di trasferirsi a Tornonto dove intanto la sorella si era trasferita col marito, fù proprio quì che ebbe un'esperienza che decisamente gli cambiò la vita, un giorno vedendo i soldati di ritorno dal fronte, gente che aveva perso un arto o resa cieca dalla guerra, altri che ormai vivevano da vegetali per lo shock subito, Amelia decise di far qualcosa per loro arruolandosi come infermiera volontaria per la Croce Rossa. Quì stette a contatto con molti aviatori che per le ferite riportate durante i combattimenti venivano curati negli ospedali appositamente organizzati per questo compito, Amelia era affascinata dai loro racconti epici ed eroici, decise che quella sarebbe stata la sua vera strada, pilotare un aereoplano.


Il volo nel sangue.
Nell'estate del 1921, la Earhart acquistò un biplano Airster Kinner tutto giallo chiaro di seconda mano. Da lei stessa venne ribattezzato "Il Canarino" il suo obiettivo fu subito quello di farsi un nome nel mondo dell' Aviazione . Il 22 ottobre 1922, il suo aereo volò a 14.000 piedi e fù il record mondiale di altitudine per i piloti di sesso femminile. Il 15 maggio 1923 Amelia Earhart diventa la donna col brevetto Nr.16 della federazione internazionale per l'aeronautica, (Fédération Aéronautique).


Neta Snook (sinistra) and Amelia Earhart (destra) davanti al "CANARINO" di Amelia
nel 1921.

Purtroppo le risorse finanziarie scarse della famiglia, non permisero con assiduità i voli di Amelia, tanto che ci fu un periodo in cui dovette proprio fermarsi, dovette occuparsi dell'amministrazione dei beni di famiglia, ma i debiti contratti dal padre mandarono la famiglia sul lastrico. Questo è il periodo più brutto della vita della nostra aviatrice, egli stessa ricorda che non poter volare era come "chiudere un Uccello nato libero dentro una gabbia" una situazione frustrante ma per una come lei era una situazione dalla quale in qualche modo ne sarebbe venuta fuori.Per potersi mantenere lavorò come assistente sociale e poi come insegnante, e nel 1927 divenne membro dell'American Society of Aeronautical di Boston, cercò di rimanere nell'ambiente anche come agente di vendita degli aerei Kinner. (foto)


 Grandi Trasvolate ed un grande impegno sociale.
L'impresa di Charles Lindbergh nel maggio del 1927 (New York - Parigi in solitaria) fece sognare tutti, aviatori e non, di certo la nostra Amelia non poteva non restarne affascinata, decise che anche lei doveva compiere qualcosa di grandioso col suo aeroplano, quest'attesa non fu lunga e la sua occasione non tardò ad arrivare. Un giorno d'aprile del 1928 Amelia ricevette una strana telefonata dal capitano Hilton H. Railey , personaggio noto nell'ambiente sia per le sue caratteristiche di pilota esperto che di uomo d'affari, le  chiese se fosse interessata ad un volo sull'Atlantico, Amelia non ci pensò due volte e rispose subito di si. Tutto fu organizzato alla perfezione, giornalisti, faccendieri, industriali in cerca di pubblicità per le loro attività, l'aviatrice venne catapultata in un mondo che non avrebbe mai immaginato, in fondo a lei piaceva solo volare, ma divenne molto famosa e ricercata in quel periodo. Purtroppo però ancora un ostacolo gli si intrometteva sulla sua strada, doveva si partecipare alla trasvolata, ma da passeggera, si pensava che le donne ancora non fossero fisicamente idonee a sopportare uno stress di tale portata, ma la Earhart non si tirò per nulla indietro. il 17 giugno del 1928 Amelia Earhart assieme al pilota Wilmer "Bill" Stulz e al co-pilota/meccanico Louis "Slim" Gordon, decollano da Trespassey Harbor, con un Fokker F.Vllb/3m ribattezzato "Friendship" (Amicizia).[Foto di seguito]




Amelia davanti al suo Autogiro Pitcarin.
Dopo 20 ore e 40 minuti di volo i trasvolatori atterrarono nel Galles in condizioni climatiche avverse, la Earhart confessò poi in un intervista che fu un volo lungo ma per niente difficile e che forse un giorno avrebbe   rifatto la stessa impresa ma in solitaria. Al ritorno a New York l'equipaggio fu accolto con tutti gli onosri del caso, furono considerati degli eroi, la notizia si sparse a macchia d'olio in tutto il mondo, le tenaci imprese di questa donna volante divennero famose e la stessa Amelia cominciò a godere di una grande popolarità. La stampa cominciò a nominarla "Lady Lindy" in onore di Lindbergh dello Spirit of Saint Louis, George Putnam editore di fama, già editore delle storie di Lindbergh vide in Amelia la sua fortuna, decise di divenire l'editore ufficiale di tutte le sue imprese, perchè ormai Amelia era come una Star ed altre imprese avrebbero potuto essere organizzate. Linee di abbigliamento, biografie, conferenze e lezioni di volo, ormai Amelia era considerata come una fonte esauribile di guadagno per tutti gli uomini d'affari che cercavano di accaparrarsi un esclusiva o chissà cos'altro, all'inizio la stessa Amelia era affascinata e quasi incantata da queste attenzioni ma alla fine lei stessa decise che tutto questo l'avrebbe sicuramente distratta da ciò che veramente le interessava e cioè "Volare", essere soltanto una celebrità non faceva per lei, decise di affrontare un nuovo viaggio, questa volta in solitario, girò col suo apparecchio tutto il nord America e nel 1929 partecipò al derby Santa Monica - Cleveland classificandosi terza, ma le imprese non si fermarono quì,  un anno dopo con un Autogiro Pitcarin APC-2 battè il record mondiale di altitudine ossia 18.450 piedi e diventò presidente della "Ninety Nine" un organizzazione a livello mondiale che promuoveva il volo femminile e i diritti delle donne nel campo dell'aviazione, un organizzazione che esiste ancora oggi. Ma il personaggio pubblico Amelia Earhart entrava in contrasto con la Amelia pilota, veniva considerata una donna fragile e di sicuro fascino ma lei voleva che si pensasse a lei come una donna coraggiosa e abile nel pilotaggio, insomma che non fosse vista con lo stereotipo della donna degli anni '20 - '30 timida e graziosa che pensava soltanto alla cura della sua immagine e che soprattutto non sarebbe mai stata in grado di compiere grandi gesta. Dal punto di vista del pilotaggio non era un pilota brillante ma di certo il coraggio non gli mancava, le sue abilità tennero il passo con le scoperte in ambito dell'aviazione nel primo decennio del secolo, ma la tecnologia si sviluppò così velocemente facendo passi da gigante che Amelia restò indietro, le cause furono tendenzialmente gli impegni mondani e soprattutto i viaggi per le promozioni dei tour che venivano organizzati. Lei stessa affermò e riconobbe il fatto di essere un aviatrice d'istinto, e che malgrado avesse lavorato per colmare queste lacune, gli impegni la allontanavano dallo studio dei nuovi strumenti di navigazione più sofisticati. Quindi continuò a volare sempre di istinto, un volo che definiremmo "Romantico" l'interfaccia uomo e il suo aeroplano e non l'uomo che interagisce col software di bordo riducendolo ad un vero e proprio optional dell'aeroplano. Riconoscendo il potere della sua celebrità Amelia si sforzò di essere un esempio di coraggio, intelligenza e fiducia in se stessi , partecipando a questi impegni sperava, attraverso la sua influenza, di aiutare a rovesciare gli stereotipi negativi sulle donne in modo di permettere anche a loro di poter avere le porte aperte in qualsiasi campo, il suo era un vero e proprio  impegno sociale contro le discriminazioni nei confronti delle donne. 
Intanto Putnam che divenne suo compagno, studiava i piani per tentare una trasvolata sull' Oceano Atlantico e nell'aprile del 1932 annunciò alla stampa che nel quinto anniversario dell'impresa di Lindbergh attraverso l'Atlantico, Amelia avrebbe tentato la stessa impresa, il mattino del 20 maggio del 1932 l'aereo decollò da Harbour Grace per imbattersi nel'impresa.


LE STORICHE IMPRESE

George Putnam e Amelia Earhart - il 7 febbraio 1931
si sposarono.
Quasi immediatamente il volo si presentò con non poche difficoltà, il tempo era pessimo con visibilità zero, il che rendeva il tutto più complicato per un aviatrice poco avvezza all'utilizzo degli strumenti, coltre di nubi e ghiaccio sulle ali rendevano anche instabile il volo, Amelia non si dette per vinta , dopo circa 12 ore il volo continuava a peggiorare l'aereo ebbe problemi meccanici, consapevole che non sarebbe mai potuta arrivare a Parigi come fece Lindbergh, Amelia decise che in un modo o nell'altro avrebbe  comunque compiuto l'impresa. Dopo tante difficoltà riuscì ad atterrare in un piccolo pascolo vicino ad un villagio chiamato Culmore nell'Irlnanda del Nord, l'impresa fu considerata un successo mondiale. Ed Amelia la prima donna a compiere una traversata aerea sull'Atlantico. Grazie a quest'impresa ottenne molte onorificenze tra cui  la Medaglia d'oro della National Geographic Society e la Distinguished Flying Cross del Congresso degli USA, una delle onorificenze più prestigiose del mondo per un aviatore, ed in fine  dal governo francese ottenne la Legion d'Onore. Ma le avventure non finirono, sempre in solitaria volò da Honolulu nelle Hawaii fino ad Oakland in California, così non fu solamente la donna che volò sul' Atlantico ma anche sul Pacifico, Nel mese di aprile 1935, Earhart ha volò da sola da Los Angeles a Città del Messico, e un mese dopo volò da Città del Messico a New York. Tra il 1930 e il 1935 stabilì nuovi record di velocità pilotando molti tipi di velivolo, un successo dietro l'altro. Nel 1935, Amelia Earhart venne incaricata presso la Purdue University come consulente di carriera delle donne, e consulente tecnico del Dipartimento di Aeronautica. Questa partnership  contribuì a finanziare l'acquisto di un Lockheed Electra L-10E. Il nuovo progetto era molto ambizioso e difficile, si trattava del giro del Mondo in aeroplano, Amelia decise di reclutare collaboratori preparati e professionalmente impeccabili, un vero e proprio equipaggio di professionisti del volo composto  da tre uomini: il capitano Harry Manning, Fred Noonan, e Paul Mantz:  Manning era stato il comandante dell' aereo del presidente Roosevelt, sarebbe poi diventato primo navigatore della Earhart. Noonan aveva una vasta esperienza sia in navigazione marittima che aerea, e divenne il navigatore in seconda. Mantz, un pilota acrobatico di Hollywood, venne scelto come consulente tecnico. Il piano originale era quello di partire da Oakland, California, e volare a ovest delle Hawaii. Da lì, il gruppo avrebbe dovuto volare attraverso l'Oceano Pacifico fino in Australia. Poi avrebbero incrociato il sub-continente indiano, l' Africa,  e poi ritorno in Florida e in California.

una bellissima foto di Amelia col suo Electra L-10E




Il piano di volo del giro del mondo.

Il 17 marzo 1937, che è decollarono da Oakland per la  prima tappa, ebbero qualche problema durante la tappa attraverso il Pacifico, furono costretti ad atterrare alle Hawaii per alcune riparazioni in un campo della Marina degli Stati Uniti sulla Ford Island a Pearl Harbor. Dopo tre giorni, l' Electra fu pronto a prendere il volo, ma qualcosa andò storto. La Earhart perse il controllo, durante la manovra di decollo dalla pista.  La dinamica dell'accaduto è ancora oggetto di qualche polemica. Diversi testimoni, tra cui un giornalista della Associated Press, disse che sentì come uno scoppio alla gomma di un pneumatico. Altre fonti, tra cui Paul Mantz,  asserirono  che era dovuto ad  un errore del pilota. Anche se nessuno dell'equipaggio venne gravemente ferito, l'aereo uscendo di pista venne  gravemente danneggiato costringendolo ad essere rispedito in California per riparazioni. 
PAUL MANTZ, AMELIA, HARRY MANNING AND FRED NOONAN
Nel frattempo,  la Earhart e Putnam grazie ad un giro promozionale  si assicurarono ulteriori finanziamenti per un nuovo volo. Dopo estenuanti attese l'aereo venne riparato, il cambiamento del clima con il conseguente cambio di direzione dei venti implicarono una correzione del piano di volo e così anche l'equipaggio venne cambiato. Il capitano Harry Manning, a causa di impegni precedenti dovette rinunciare a far parte della squadra . Paolo Mantz invece a causa di una disputa contrattuale diede forfait all'ultimo momento. Dopo un volo da Oakland a Miami, in Florida, la Earhart e Noonan è decollarono il 1 ° giugno da Miami con molto clamore e pubblicità. L'aereo volava verso il Centro e Sud America, puntando per l'Africa orientale. Da lì, l'aereo raggiunse l'Oceano Indiano e, infine,  atterrò nel Lae, Nuova Guinea, il 29 giugno 1937. Circa 22.000 miglia di viaggio era stato completato. I restanti 7.000 miglia avrebbero avuto luogo sul Pacifico. Il piano volo prevedeva di raggiungere Howland Island,  situata tra le Hawaii e l'Australia. Una striscia di terra pianeggiante di 6.500 metri di lunghezza, 1.600 metri di larghezza. Per affrontare questa sfida, Earhart e Noonan avevano elaborato un piano con diverse opzioni. Attraverso la navigazione astronomica avrebbero monitorato il loro percorso. In caso di cielo coperto, avevano la comunicazione radio con una nave della US Coast Guard, la Itasca, di stanza al largo di  Howland Island. Potevano anche usare le loro mappe, bussola, o contemplare la posizione del sole  ed usare il pennacchio di fumo generato dalla Itasca come punto di riferimento allinneandosi a tali coordinate sarebbe stato molto difficile perdersi, avevano persino piani di emergenza per l'evacuazione dell'aereo in caso di ammaraggio forzato, si dotarono di  una zattera gonfiabile dove avrebbero potuto aspettare i soccorsi in tutta sicurezza.  La Earhart e Noonan partirono da Lae il 2 luglio 1937, alle 12:30, in direzione est verso Howland Island. Però nonostante avessero un piano ben ponderato furono prese delle decisioni al momento che alla fine si resero sbagliate, portando persino a gravi conseguenze. Alcune apparecchiature radio restarono a terra probabilmente per consentire più spazio alle taniche di carburante, quest' ultimo a sua volta per un numero di ottani decisamente pesante risultò essere anche inadeguato e si consumava vertiginosamente. Le condizioni climatiche erano pessime, Noonan ebbe addirittura difficoltà con la navigazione astronomica, ed una delle antenne radio erano in avaria. 


Un Mistero ancora da risolvere.

Fred Noonan

Queste circostanze hanno portato ad una serie di problemi che non potevano essere risolti. Come la Earhart e Noonan potevano raggiungere le vicinanze di Howland Island? I due cercarono in tutti i modi qualche segnale sia visivo che uditivo sia dell'Itasca che di qualche altro punto di riferimento tracciato sulle mappe che risultarono essere anche imprecise. la mattina del 3 Luglio del 1937 alle ore 07:20 Amelia riuscì a segnalare la sua posizione, il velivolo si trovava a circa 20 Km a sud - ovest delle isole Nukumanu, alle ore 07:42 la Istaca ricevette questo messaggio radio: " Istaca, non riusciamo a vedere nulla!!! ... Dovremmo  essere sopra di voi .. Il carburante si sta esaurendo .... Voliamo a 1000 piedi di altitudine." Poi più nulla. Da quel momento in poi L'Elektra di Amelia e Noonan furono inghiottiti dall' Oceano, la Itasca fece un ultimo tentativo di far disperdere dell'olio dai serbatoi in bodo da renedere visibile la loro scia, gli aviatori avrebbero potuto riconoscere la posizione della nave appoggi rispetto la loro rotta. La stessa Itasca decise di mandare una spedizione per perlustrare l'intera area ma a causa del mare impraticabile e le forti raffiche di vento, malgrado il coraggio dei soccorritori dovettero abbandonare la missione. L'Itasca dovette dare il tanto temuto annuncio alle autorità, l'equipaggio dell' Elektra adesso era ufficialmente disperso. Il presidente Franklin D. Roosevelt stanziò una somma di 4 milioni di Dollari di allora, per organizzare delle spedizioni di ricerca e soccorso, ma i due aviatori risultavano come inghiottiti dal cielo o dal mare, "probabilmente rimasti a corto di carburante l'Elektra fu costretto ad un ammaraggio di fortuna, le onde e le condizioni del tempo poi fecero il resto facendo inabissare il velivolo in pochi secondi con l'equipaggio che chissà per quale motivo non fece in tempo a salvarsi con la zattera di fortuna oppure, loro malgrado, morirono a causa dell'impatto con le onde" , queste furono le ipotesi più avvalorate, sta di fatto che Il 5 gennaio 1939, con la suddescritta dinamica, Amelia Earhart e Fred Noonan furono dichiarati legalmente morti da parte della Corte Suprema di Los Angeles. 


Teorie nuove e fantasiose.
Analizzando le varie teorie, tenta di resistere a tutte le obiezioni e scetticismi quella riguardante il coinvolgimento di Amelia in una missione di spionaggio. Secondo questa teoria, in una sosta erano stati potenziati i motori in modo tale che l'aereo potesse compiere una rotta più ampia, per arrivare a Howland nello stesso tempo che avrebbe impiegato viaggiando in linea retta. Questa teoria sostiene anche che furono montate delle potenti macchine fotografiche. Infine la trasvolatrice avrebbe poi simulato una avaria in modo tale da permettere agli americani di compiere le loro manovre. Il volo fu però compiuto di notte.
Nell'isola Nikumaroro (Kiribati) sarebbe stata ritrovata la suola di una scarpa numero trentanove o quaranta dello stesso modello di quelle indossate da Amelia. In più, analizzando una foto della trasvolatrice che scende dall'ala dell'aereo si sarebbe risaliti al suo numero di scarpe, che è per l'appunto trentanove. L'isola sarebbe stata perlustrata in modo superficiale e dall'aria.
Esiste anche un'altra teoria: sarebbe stata fatta prigioniera dai giapponesi con l'accusa di essere una spia ed in seguito giustiziata. Una donna afferma di averle parlato via radio mentre era tenuta prigioniera. Un'altra donna fornisce un'ulteriore testimonianza su alcuni dialoghi scambiati con una presunta Amelia, aggiungendo di aver assistito al momento dell'esecuzione; afferma di aver taciuto per più di 30 anni temendo che, parlando della Earhart, avrebbe potuto essere arrestata.
Secondo il documentario della National Geographic "Where's Amelia Earhart?" (2008), Amelia sarebbe stata prigioniera dei giapponesi con l'accusa di essere una spia e sarebbe morta giustiziata o per la dissenteria. Inoltre il documentario raccoglie numerose testimonianze, anche di soldati giapponesi che giurerebbero di aver incontrato la Earhart prigioniera insieme a Frederick J. Noonan tra leisole Marshall e Palau. Un ex soldato americano di stanza in Pacifico, sempre nel documentario, ha giurato sulle sue due medaglie al valore, di aver trovato a Guam una cassaforte con all'interno una valigetta che conteneva documenti e mappe riconducibili sempre alla Earhart e di averli consegnati ad un ufficiale ma di quei documenti non si è saputo più nulla. Secondo un'altra versione sarebbe sopravvissuta ai campi di prigionia e poi tornata in America sotto il falso nome di Irene Craigmile Bolam trascorrendo una tranquilla anzianità, ma esami forensi nel 2006 hanno concluso che la Bolam non è la Earhart.
Nel dicembre 2010, in uno scavo sull'isola di Nikumaroro, alcuni ricercatori hanno ritrovato dei resti ossei e li hanno attribuiti all'aviatrice. Questi frammenti dimostrerebbero in teoria che la donna sarebbe morta sull'isola dopo essere precipitata. Nella stessa area sono stati ritrovati vecchi trucchi, bottiglie di vetro e dei gusci aperti con un coltello. Il capo della spedizione, Ric Gillespie, ha detto: " torneremo sull'isola e cercheremo di capire, anche con l'esame del dna, sui resti di quell'accampamento, se i resti umani sono della Earhart." Noi stiamo aspettando una risposta a questo mistero.