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Leone Concato: un pilota d'acciaio.

di Ino Biondo



Leone Concato
Sono interessato alla figura di Leone Concato da quando un giorno di circa sei anni fa, mi imbattei, quasi per caso, in un libro rovistando sugli scaffali di una libreria del centro. Il titolo era accattivante, così come la copertina - "Il battaglione vicentino" - era un libro scritto nel 1935, che narrava le gesta dei "Legionari" durante la guerra d'Africa del 1940, era un libro avvincente, da leggere tutto d'un fiato tanto ricco di particolari e soprattutto di passione, solo pochi autori sanno trasmettere queste sensazioni. un libro che consiglio sempre agli appassionati di letture "avventurose", soprattutto quando queste avventure sono state vissute in prima persona da chi le racconta. Concato era un personaggio eclettico: scrittore, aviatore, avvocato, capitano d'industria, ideologo, e un autorevole giornalista , firma delle più importanti testate giornalistiche quali "La Stampa" e "Corriere della Sera" a soli 28 anni vinse anche il premio "Massai". Fondò anche una splendida rivista "Ala rotante" specializzata in elicotteri, fu proprio Concato ad intuire le potenzialità del mezzo sia in campo commerciale che militare, si fece promotore del mezzo per conto di industrie straniere per incentivarne l'uso anche in Italia che stava vivendo il boom economico. Purtroppo le oscure vicende italiane degli anni 70 hanno trascinato Concato in una sorta di sepoltura dove si è steso un velo d'omertà inquietante, passando dall'essere stato una figura di rilievo della cultura aeronautica italiana, al dimenticatoio. Forse perchè era un personaggio scomodo: si opponeva alla statalizzazione delle grandi aziende private come l'Augusta, che grazie a lui , ebbe la possibilità di costruire su licenza gli elicotteri Bell, resta il fatto che venne barbaramente trucidato dai suoi sequestratori e di quest'ultimi ancora oggi non si sa chi fossero o se fossero stati solo esecutori e dietro loro, vi erano dei mandanti altrettanto senza scrupoli.
Copertina delle rivista ALA ROTANTE
del 1971. Qualche mese dopo la
scomparsa di Leone Concato chiuse i battenti.

 UN GIORNALISTA DAL FRONTE.



Alle parole : "In Africa abbiamo vecchi e nuovi conti da regolare" di Benito Mussolini, probabilmente riferite alla sconfitta di Adua da parte dell'esercito abissino nel 1896, accorsero ad arruolarsi molti giovani sperando di contribuire anche loro, al sogno coloniale italiano. Leone Concato era un giovane laureato in Giurisprudenza ed era tra questi coraggiosi che poi andarono a formare il 142° Battaglione Camicie Nere. Concato era già una nota firma della Stampa e del Corriere della sera, dal suo diario quotidiano della vita trascorsa in Africa col suo battaglione nacque il libro, le esperienze sue e dei suoi commilitoni, le dure marce per raggiungere i campi di battaglia, descritte con la drammaticità di chi ha vissuto in prima persona quei fatti, non trascurando l'ironia e lo "humour" quasi a voler sdrammatizzare una guerra che sembrava all'inizio facile ma si dimostrò molto impegnativa e dura. Al ritorno dall'Africa nel 1938 il libro venne stampato, la sua fama di cronista dal fronte e soprattutto di reporter crebbe a dismisura,  non usava soltanto la sua macchina da scrivere, ma scattava centinaia di fotografie, i suoi racconti dovevano avere anche un impatto visivo non soltanto emotivo, quasi a coinvolgere il lettore completamente e proiettarlo sui fatti, insieme a chi li vive e li racconta. Pochi cronisti oggi sanno trasmettere queste sensazioni. Nel 1940 venne "militarizzato" e assunse il grado di Capitano della Regia Aeronautica, doveva far parte di quel gruppo di uomini scelti da Mussolini, che avrebbero avuto il compito di raccontare i "successi" della guerra nei teatri dove la nazione era impegnata. Vennero assegnati 4 SAIMAN 202 ai migliori giornalisti dell'epoca, oltre Concato vi erano: Vittorio Beonio - Bocchieri, Maner Lualdi, Raffaello Guzman. Il SAIMAN 202 di Concato divenne la sua redazione volante, con la quale compiva voli pericolosi attraversando le linee nemiche non curante della forte opposizione della contraerea, per giungere sui campi di battaglia e raccontare i fatti dal vivo.

Il SAIMAN 202 MM. 51375 di Leone Concato.
Memorabili i suoi reportage dalla Tunisia, da Tripoli, nel periodo dell'azione alleata contro l'avanzata di Rommel in Africa. Ho scoperto - per caso, chi cerca trova! -  che alcuni articoli sono raccolti in un sito a lui dedicato che consiglio vivamente di visitare www.leoneconcato.it , ecco uno stralcio di un articolo pubblicato il 4 novembre 1940 su tutte le maggiori testate italiane dell'epoca:


[...]
Strani tipi s' incontrano sotto il tropico. Quando la passione del volo attacca non c'è rimedio. E succede come per l'amore : più tardi attacca e peggio uno si ammala.


[...] 

Ansiose domande 

L'impresa di Bahrein non ha precedenti in vastità nè in audacia: è senz'altro il più grande volo di guerra compiuto sino ad oggi.
Sedici ore di volo; 4500 chilometri; tre continenti. Con bombe, armi, equipaggio al completo; in territorio nemico, senza informazioni meteorologiche, senza assistenza radiometrica. Anche tutti i primati sportivi del tempo di pace impallidiscono al confronto perchè è appena necessario mettere in evidenza che chi parte per stabilire un primato si sceglie il giorno e le condizioni atmosferiche più favorevoli, preferisce la luce del sole al buio della notte, parte senza il carico considerevole delle bombe, delle armi e dell'equipaggio di guerra e, normalmente, va solo e non con una formazione che moltiplica per il numero degli aeroplani le difficoltà del volo e le probabilità di insuccesso. Molte genti hanno visto o sentito nella notte dal 18 al 19 passare sulla loro testa la formazione italiana. Giganteschi aeroplani, rombo poderoso e terribile di potentissimi motori. Hanno sentito ed hanno visto: perchè  i  << petrolieri >> navigavano beffardi con i fanali di << via >> , rosso verde e bianco, costantemente accesi.
[...] 
A me interessa invece mettere in evidenza l'importanza politica di questa grande impresa, che a mio avviso, supera l'importanza bellica contingente. Io mi trovavo nei porti del Mar Rosso quando fu compiuta l'impresa: e posso testimoniare della grande risonanza che essa ha ottenuto nel mondo islamico e indiano che traffica fra le varie coste dal Mar Rosso e dell'Oceano.
Bahrein. Com'è noto, è retta da un Sultano assistito da un agente del Governo indiano. Press'a poco come Aden e come l'ex Somaliland sino a due anni fa. Più che un sistema politico è un sistema economico di gente che dalla guerra cerca di trar profitto, pronta a buttarsi in braccio al vincitore.
LEONE CONCATO
Come si evince dalla parole che usava per scrivere i suoi reportage, Concato non si limitava ad essere un distaccato spettatore della storia, ma bensì ne era parte integrante; non un lontano spettatore: partecipò alla famosa "Battaglia delle Baleari" del 9 luglio del 40, e a quasi tutte le azioni di guerra dell'Africa settentrionale, a bordo del suo SAIMAN volava su quasi tutti i fronti di operazione, avvicinandosi alla guerra per raccontarla. Mai così meritato fu il premio Massai al giornalista Concato per il suo modo di fare il corrispondente di guerra, e altrettanto degno fu il Capitano Concato delle onoreficenze di cui fu insignito: una Medaglia di bonzo e una Croce di Guerra al Valor Militare.

L'intuizione dell' ala rotante.

AB-47 ESERCITO



(Anticipo che ho letto il libro di Maurizio Di Terlizzi "L'Alba degli elicotteri in Italia 1945 - 1960", giornalista aeronautico molto noto tra gli appassionati; una delle fonti dalle quali attingo per scrivere i miei post "indegnamente" e in tutta umiltà si intende. Consiglio di leggerlo, così come tutte le opere che Di Terlizzi ha scritto, soprattutto le monografie, che possono essere interessanti anche per i modellisti più esigenti.)
Possiamo affermare con assoluta certezza, che se oggi, in Italia, l'elicottero è una realtà sia dal punto di vista militare che civile/commerciale, il merito è di Leone Concato; Chi meglio di lui oltretutto avrebbe potuto riconoscere le potenzialità della "carta stampata" creando una rivista "ALA ROTANTE" dedicata al mondo dell'elicotterismo, così da far conoscere questo mezzo "tuttofare" al grande pubblico. Ma tutto non andò all'inizio così liscio come sembra : molti industriali italiani tra cui anche Giovanni Agnelli e la FIAT quindi, furono oppositori delle idee di Leone Concato - pensavano fosse un mezzo senza un futuro e senza una collocazione operativa, era della stessa opinione l'Ing. Gabrielli (progettista e creatore del G-91) - l' ormai "smilitarizzato" Concato non si arrese mai all'idea che l'industria italiana del dopoguerra non avrebbe mai avuto il coraggio di cimentarsi nell'impresa e non avrebbe mai dato fiducia ad un settore come quello elicotteristico solo perchè mancava il così detto "know how" e tutto era in fase di sperimentazione. Le notizie dagli USA comunque erano incoraggianti : recatosi nel paese a stelle e strisce, vide che l'industria aeronautica statunitense era in fermento, stava vivendo un flusso industriale a di poco incredibile, e conobbe Larry Bell, titolare dell'omonima azienda che aveva prodotto anche il P-39 Airacobra e i famosissimi AEREI X tra cui il BELL X1 il primo aeroplano a superare la barriera del suono, nella sede di Forth Worth in Texas, le Industrie Bell riuscirono a stabilire nuovi record in campo aeronautico. Larry Bell oltre ad avere sofisticatissimi progetti ad "ala fissa" aveva in cantiere ambiziosi progetti ad ala rotante, e l'8 marzo del 1946 gli Ingegneri Arthur Young prevalentemente e Bartram "Bart" Kelley dopo, ottennero l'omologazione per uso civile del prototipo Bell - 47 che successivamente, ottenendo altre omologazioni e  divenne operativo nelle forze armate americane col nome di "Sioux", da quì si capì che la storia dell' elicottero bisognava riscriverla.
Bell - 47 Sioux dell 'U.S. ARMY


BELL - 47 

Il Bell-47 è un elicottero semplicissimo e maneggevole, dal punto di vista estetico non è che era questa grande bellezza, ma quanto a robustezza, affidabilità, e possibilità d'impiego era eccelso. Arthur Young che fu il suo progettista, dopo numerosi tentativi, creò in sostanza la macchina giusta al momento giusto: la guerra di Corea ormai incombeva, i conflitti incominciavano a "modernizzarsi", l'Elicottero era il mezzo più adatto per trasporto di personale e controllo dei campi operativi; per non parlare dell'uso commerciale e  trasporto a medio raggio, soccorso, agricoltura - insomma un mezzo polivalente.


I primi modelli vennero realizzati con configurazioni diverse, ma il modello più diffuso in assoluto fu il Bell-47G caratterizzato dal cockpit racchiuso in una grande bolla in plexiglas, la struttura scoperta realizzata con tubi saldati, serbatoi di carburante esterni e a sbalzo e carrello a pattino. In seguito le successive versioni 47H e 47J Ranger vennero dotate di una cabina chiusa e di una trave di coda carenata. I motori potevano essere Franklin o Lycoming a pistoni a cilindri orizzontali contrapposti da 200 fino a 305 hp (da 150 a 230 kW). L'equipaggio poteva essere di 2 o 4.

Il Bell - 47 in Italia.

Leone Concato in America rimase affascinato da queste splendide macchine, grazie ai suoi rapporti di amicizia con Larry Bell lavorò come intermediario per l'acquisizione da parte del Governo italiano di 2 Bell-47 - scoppia la guerra di Corea - a questo punto gli USA bloccano la produzione di elicotteri da parte della Bell per gli esemplari destinati all'estero,  per concentrare la produzione soltanto ed esclusivamente per l'U.S. ARMY. L'Italia non poteva avere i suoi elicotteri, Concato che aveva lavorato duro per questa intermediazione, reagì duramente una sera con Mr. Bell in persona al telefono: ironizzò sul fatto che forse l'America avrebbe potuto anche perdere la guerra senza 2 elicotteri!! -  Bell restò fermo sulle sue posizioni, ma a questo punto rilanciò con una proposta "epocale": Dato che l'Italia non avrebbe mai potuto avere i suoi elicotteri, perchè non costruirseli in proprio! Larry Bell in pratica, propose a Concato di acquisire le licenze di produzione, Concato accettò, ma adesso in ballo non c'erano soltanto 2 elicotteri, bensì un intera produzione industriale di macchine, quale industria italiana sarebbe stata in grado di imbarcarsi in questa avventura. Intanto anche i più duri detrattori di Concato - e dell Elicottero - dovettero tornare sui propri passi e frettolosamente: per colmare questo "gap" tecnologico la FIAT di Giovanni Agnelli produsse in fretta e furia un prototipo di elicottero il FIAT 7002 ma l'eccessivo peso, e la complessità della macchina indussero l'industria di Torino ad abbandonare completamente il progetto in attesa di nuove idee.
FIAT 7002 


Disegni dell'elicottero FIAT
Concato che non era di certo uno che amava starsene con le mani in mano, decise di fondare la compagnia AERSILTA la prima società di lavori aerei equipaggiata con elicotteri. L' Italia era quella del "Boom economico" c'era fermento bisognava soddisfare una domanda sempre più esigente ed il mercato reagì benissimo: società come ENI, grosse aziende agricole, capirono l'importanza del mezzo, se ne vedeva l'utilizzo prettamente commerciale come mezzo di trasporto, di diffusione pubblicitaria, di collegamento. In ambito militare sia le forze armate che di Polizia incominciarono a valutare la possibilità di dotarsi di elicotteri, la Guardia di Finanza fu la prima a pensare l'acquisizione per impiego nel controllo dei confini nazionali sia in ambiente marino che montano. I costi poi erano ridotti al minimo, per non parlare della logistica, bastava una superficie grande quanto un campo da tennis ed il mezzo atterrava e decollava senza difficoltà alcuna. Il giro d'Italia del 1949 fu il primo in assoluto ad essere ripreso e commentato dall'alto grazie ad un elicottero, e l'interesse cresceva in maniera esponenziale, l'AERSILTA aveva moltissime commissioni ed i clienti non mancavano, mancavano piloti e specialisti da assumere.
Un Bell - 47 dell AERSILTA
AERSILTA in azione.
Purtroppo l'elicottero costruito interamente in Italia era lungi dall'essere prodotto, Concato vide nella figura di Domenico Augusta, l'uomo chiave per la produzione degli elicotteri Bell. La AUGUSTA Costruzioni Aeronautiche vantava già una buona esperienza in ambito aeronautico: il fondatore il conte Giovanni Augusta, fu un pioniere dell'aviazione, le sue industrie, dal 1927 fino alla fine della seconda guerra mondiale si occupavano della manutenzione e della produzione di aeroplani per la Regia Aeronautica. Grazie a Concato nel 1952 l' Augusta ebbe in concessione le sub-licenze per la costruzione e la produzione del Bell-47 l'industria quindi, entrò a pieno titolo nel settore pionieristico dell'elicottero, e fu la prima in Europa a produrre il velivolo che assunse il nome di AB-47. Fu un successo industriale e commerciale, ESERCITO, MARINA, POLIZIA, CARABINIERI, GUARDIA di FINANZA, AERONAUTICA MILITARE, VIGILI del FUOCO, acquisirono le macchine prodotte interamente in Italia, anche molte nazioni straniere acquisirono dal costruttore italiano, contribuendo così, allo sviluppo industriale italiano. L'AERSILTA chiuse i battenti qualche anno dopo l'accordo con l'AUGUSTA, e purtroppo qualche tempo dopo un tragico incidente dove persero la vita il primo pilota della compagnia il Com.te Bellinvia - il primo pilota italiano ad ottenere il brevetto negli USA - e un cronista della RAI durante una tappa del giro d'Italia. Fu una grossa perdita per la compagnia e un grandissimo dolore dal punto di vista umano per Concato.
AB-47G immatricolato I-VFRO fu uno dei primissimi elicotteri costruiti dall' AUGUSTA.
Venne consegnato nel 1954 al primo equipaggio dei Vigili del Fuoco di Roma.
Concato malgrado il colpo subito per la perdita dell' amico pilota, continuò ad essere una figura di riferimento nel mondo aeronautico internazionale, divenne il Vice Presidente dell' AUGUSTA, traghettandola -  grazie alle sue doti di stratega e al suo indubbio genio intellettivo - ai vertici internazionali, grazie a lui oggi il gruppo è il più grande gruppo aeronautico italiano e tra i primi al mondo. Acquisì diverse licenze dalla Sikorsky per la produzione degli elicotteri HH3F per l'A.M.I. e SH3D per la Marina Militare, contribuì alla modernizzazione dell'ALITALIA divenendo l'uomo di riferimento dellla McDONNEL DOUGLAS per l'acquisizione da parte della compagnia di bandiera italiana dei più moderni e veloci DC - 9 , e della PIAGGIO per la concessione delle licenze di costruzione del PD-808. Oggi se l' E.I. si avvale di una flotta di CH-47 Chinook - considerato un pò il brutto anatroccolo del panorama elicotteristico ma che ha saputo riscattare questo suo nomignolo grazie alla sua potenza, robustezza e versatilità - lo deve a Concato che condusse trattative importanti con la BOEING. Per i suoi grandi meriti nel campo aeronautico gli venne conferito dagli Stati Uniti, il riconoscimento di Cittadino onorario del Texas, ma un ombra ostile, inesorabile, effimera, lo avvolse giunto in Italia; nel 1977 venne barbaramente ucciso dai suoi sequestratori, si mossero tutte le forze dell'ordine per trovarlo e restituirlo ai suoi cari, persino Domenico Augusta si prodigò per pagare un copioso riscatto, si occuparono del fatto anche i giornali e la televisione. Ma quando tutto sembrava concludersi felicemente, la storia ebbe una svolta negativa, il suo corpo non venne mai più ritrovato, così come gli esecutori del suo sequestro, la vicenda rimane ancora piena di mistero.

HH-3F Pellican



SH-3D Sea King
DC-9 ALITALIA

PD-808
CH-47 Chinook