I pionieri dell'ala rotante
La prima idea di una macchina che potesse librarsi in volo fu di Leonardo da Vinci. Il grande inventore aveva infatti compreso alcune nozioni fondamentali – poi rivelatesi esatte – sul funzionamento del volo, desumendole verosimilmente dallo studio degli uccelli. Osservando la natura, concepì l'idea di un congegno in grado di generare la portanza necessaria a mantenersi in aria grazie a una superficie elicoidale tenuta in costante moto circolare. Questa struttura, meglio nota come "vite aerea", sfruttava inconsapevolmente i principi dell'aerodinamica; tuttavia, nella configurazione disegnata da Leonardo, non avrebbe mai potuto volare. L'inventore, infatti, non aveva calcolato il problema della controrotazione della struttura e, inoltre, all'epoca non era disponibile un motore abbastanza potente da sollevare una simile macchina. A causa dello scarso rendimento di quell'elica primordiale, la spinta avrebbe dovuto superare di gran lunga il peso complessivo dell'oggetto. Nonostante ciò, lo studio leonardesco ha influenzato profondamente la nomenclatura moderna: la parola "elicottero" deriva infatti dal greco helix, che significa proprio "spirale".
Il volo ha sempre affascinato l'uomo, che forse sognava di solcare i cieli ancor prima di imparare a camminare. Nella seconda metà del 1700 si susseguirono scienziati, progettisti e inventori geniali: dal russo Mikhail Lomonosov ai francesi Christian de Launoy e Gustave Ponton d'Amecourt, fino all'inglese Henry Bright. Tutti personaggi eccentrici che diedero un contributo fondamentale allo sviluppo dell'ala rotante. Fu proprio d'Amecourt, a metà dell'Ottocento, a coniare il termine hélicoptère, poi universalmente accettato per indicare questa categoria di aeromobili.
Nel 1906, i fratelli Jacques e Louis Breguet iniziarono a sperimentare e progettare i primi profili per pale da elicottero. Questi studi portarono, nel 1907, alla realizzazione del Gyroplane No. 1. Sebbene vi sia ancora un po' di incertezza sulla data esatta – collocabile tra il 14 agosto e il 29 settembre 1907 – il Gyroplane No. 1 riuscì a sollevarsi da terra con il suo pilota per circa un minuto, raggiungendo un'altezza di 60 centimetri (due piedi). La macchina si rivelò tuttavia estremamente instabile, tanto da richiedere la presenza di un uomo a ogni angolo della struttura per tenerla in equilibrio. Per questo motivo, pur essendo considerati i primi distacchi da terra di un mezzo ad ala rotante con un uomo a bordo, i tentativi dei fratelli Breguet non vengono classificati come veri e propri "voli liberi".
Il primato del volo libero arrivò sempre in Francia e nello stesso anno, grazie a un altro inventore: Paul Cornu. In collaborazione con il fratello Jacques e il padre Jules, Cornu progettò e costruì un elicottero lungo 6 metri, capace di ospitare un passeggero al centro della struttura. Il velivolo era dotato di due rotori controrotanti (questa volta non coassiali, ma disposti alle estremità) mossi da un motore Antoinette da 24 cavalli.
Fu il 13 novembre 1907, a Lisieux (nella regione del Calvados), che Cornu passò alla storia: fu il primo uomo a effettuare un volo libero e controllato a bordo di un elicottero.

L'elicottero nell'impiego bellico
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| Il velivolo di D'Ascanio. |
I primi esperimenti italiani sull'impiego operativo dell'elicottero risalgono al 1930, quando l'ingegner Corradino D'Ascanio riuscì a far sollevare da terra una macchina a pale controrotanti. Questo prototipo, denominato D'AT3 e commissionato dal Ministero dell'Aeronautica, venne pilotato dal maggiore e collaudatore Marinello Nelli. Nell'ottobre del 1930, il velivolo conquistò tre primati mondiali di altezza, distanza e durata in volo che rimasero imbattuti per diversi anni; nonostante lo straordinario successo tecnologico, il progetto non ottenne tuttavia commesse per una produzione in serie.
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| FW 61 |
Il primato del primo elicottero storicamente pronto per la produzione di serie spetta al tedesco Focke-Wulf Fw 61, che volò nel 1936. Nonostante le eccezionali capacità dimostrate, nessuno di questi modelli pionieristici entrò a far parte, in quegli anni, di unità militari stabilmente operative.
Il secondo conflitto mondiale vide un impiego ancora limitato dei mezzi ad ala rotante. L'aviazione di marina giapponese utilizzò gli autogiri Kayaba Ka-1 (Foto 1) imbarcati per compiti di ricognizione e lotta anti-sommergibile, equipaggiandoli anche con bombe di profondità. La Royal Air Force britannica, dal canto suo, impiegò gli autogiri Avro 671 Rota (Foto 2) per la calibrazione delle stazioni radar. La Kriegsmarine tedesca utilizzò invece a bordo degli U-Boot un singolare aliante a rotore, il Focke-Achgelis Fa 330 (Foto 3).
Per quanto riguarda gli elicotteri veri e propri, il primo modello militare a essere impiegato attivamente fu il Flettner Fl 282 Kolibri (Foto 4); la marina germanica lo inquadrò in vere e proprie unità di volo, utilizzandolo come ricognitore a bordo delle navi di scorta ai convogli. Un limitato impiego operativo fu concesso anche all'elicottero birotore pesante da trasporto Focke-Achgelis Fa 223 Drache (Foto 5). Sul fronte alleato, infine, il primo e unico elicottero a entrare in servizio operativo a partire dal 1944 fu lo statunitense Sikorsky R-4 (Foto 6).

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| PD-4 |
(Il famosissimo PD - 4 "Piaggio - D'Ascanio" ideato da Corradino D'ascanio, il progetto non ebbe seguito sfortunatamente)



