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Le armi segrete della Lufwaffe (Pt. III)

Il Komet come abbiamo visto fu unprogetto molto travagliato e discusso tra i molti difetti soprattutto per la fase di disimpegno nel combattimento e di atterraggio, ma l'innegabile pregio che portò fu invece di mostrare, per la prima volta al mondo, a quali livelli tecnici si potesse portare l'arma areonautica.


Altri "esperimenti" della Luftwaffe

Il Messerschmitt Me 262 Schwalbe (rondine) può essere considerato, a ragione, il più avanzato caccia intercettore che divenne operativo durante il secondo conflitto mondiale. A differenza dell'inglese Gloster Meteor che ebbe una vita e un successo diffuso anche dopo la fine della guerra, il Me 262 sarebbe rimasto un aereo strettamente legato al regime nazista, se si esclude la sua breve produzione postbellica in Cecoslovacchia prima dell'avvento del governo comunista. Nonostante questo elemento, per così dire, dequalificante, il velivolo tedesco racchiudeva in sé fin dalla nascita tutti gli elementi per essere considerato un progetto vincente e, soprattutto, efficace per scopi bellici.





Oltre ai velivoli descritti in precedenza, la Luftwaffe produsse anche altri aerei o armamenti aerei molto avanzati che però rimasero più che altro a livello di prototipo. Nel 1936, un giovane ingegnere di nome Hans von Ohain brevettò un sistema di propulsione che prevedeva la spinta fornita dai gas di scarico di una turbina. Egli presentò la sua idea a Heinkel, che lo aiutò a sviluppare tale concetto. Von Ohain provò con successo il suo primo motore nel 1937, e pianificò rapidamente di installare tale propulsore in un aereo. L'He 178 fu disegnato attorno al progetto del terzo motore di von Ohain, che bruciava gasolio. Il risultato fu un piccolo aereo di disegno e costruzione convenzionale, con fusoliera metallica e ala alta in legno e la presa d’aria del motore posta nel muso. Nel primo volo il carrello d'atterraggio era fisso, ma in seguito ne fu installato uno retrattile. L'aereo fu un successo eccezionale, benché fosse solamente un banco prova volante, raggiungendo in volo una velocità superiore al più veloce aereo con motore a pistoni dell'epoca e toccando la velocità massima di 650 km/h e di crociera di 585 km/h. La velocità massima raggiungibile da un modello di produzione di serie fu stimata in 700 km/h, velocità non raggiunta in combattimento fino al 1944. Il 1º novembre 1939, Heinkel organizzò un volo dimostrativo davanti ad una commissione esaminatrice del Reichsluftfahrtministerium (Ministero dell’aria tedesco, RLM) dove sia l'asso Ernst Udet sia Erhard Milch poterono constatare le eccellenti prestazioni dell'aereo.

Tuttavia, a seguito dell'approccio conservativo sulla progettazione dei velivoli di entrambi i funzionari, nessun interesse ufficiale fu dimostrato a questo nuovo concetto di propulsione. Comunque Heinkel non si scoraggiò, e decise di iniziare lo sviluppo di un nuovo aereo a reazione bimotore, l'Heinkel He 280, come iniziativa privata utilizzando quanto appreso dallo sviluppo dell'He 178.
L'He 178 fu posto nel Deutsches Technikmuseum (Museo della tecnica tedesco) di Berlino, dove fu distrutto durante un bombardamento aereo alleato nel 1943.





l'Arado Ar 234 'Blitz' - Il Bombardiere veloce di Hittler?

Hittler, non capì mai l'efficacia di un aereo veloce quale quello equipaggiato di motori a reazione, come intercettore, la supremazia aerea in un contesto bellico è di basilare importanza, far si che il nemico non possieda un numero di aerei da intercettare le incursioni di bombaridieri nemici era importante, egli era fautore del bombardamento lampo. A quel tempo i progettisti Walter Blume e Hans Rebeski diedero vita ad un progetto di un aereo gigantesco equipaggiato con più di un motore a getto, 2 Junkers Jumo 004 alloggiati in gondole poste sotto le semiali; la cabina di pilotaggio era completamente vetrata e situata all'estrema prua della snella fusoliera. Queste caratteristiche portarono a considerare inizialmente l'utilizzo di un sistema per il decollo basato su un supporto triciclo sganciabile, mentre l'atterraggio sarebbe avvenuto su pattini montati, rispettivamente, sul ventre della fusoliera e sotto le gondole dei motori.



Il primo impiego operativo del Blitz fu nel ruolo di ricognitore, nel quale la macchina si mostrò in grado di sfuggire facilmente, grazie alla velocità, alla caccia nemica. Al fine di eseguire ricognizioni fotografiche volte a prevenire eventuali invasioni dell'Olanda, nel settembre del 1944 venne creato il Sonderkommando Götz.
Nel novembre del 1944 furono valutati i primi esemplari da bombardamento che vennero inquadrati in unità appositamente costituite: i Sonderkommando Hecht e Sperling. Le missioni di bombardamento prevedevano tecniche sofisticate, poiché l'equipaggio era costituito solamente dal pilota, e potevano avvenire con volo orizzontale oppure in picchiata. Nel primo caso era previsto l'utilizzo di un sistema di guida automatico, utilizzato mentre il pilota eseguiva le manovre di puntamento del bersaglio. Per le missioni di bombardamento in picchiata il pilota utilizzava per il puntamento ancora il periscopio montato sul tetto della cabina.
Gli Ar 234 B-2 presero parte alla famosa missione di bombardamento del Ponte Ludendorff a Remagen sul Reno, nel marzo del 1945.Al termine del conflitto risulta che fossero stati consegnati alla Luftwaffe un totale di 224 aerei, nelle varie versioni, ma che solo 38 fossero realmente operativi, in ragione del caos regnante tra le file tedesche nell'ultimo anno di guerra e della scarsità di carburante disponibile.


Il dado è tratto - Heinkel He 162 "Salamander"




Introdotto oramai quando le risorse tecnologiche tedesche erano compromesse dal risultato della controffensiva alleata, l'He 162, pur risultando tecnologicamente avanzato e dotato di prestazioni superiori ai pari ruolo dell'epoca non risultò determinante nel sovvertire gli esiti del conflitto.


Deriva come struttura dall'Heinkel He 178 e ne mantenne la fusoliera metallica e l'ala lignea, ma il motore era posto in posizione dorsale (cioè sopra la fusoliera): questo determinò l'impossibilità di avere un impennaggio verticale centrale ma bensì due laterali, che risultino sufficientemente lontani dal flusso del getto del motore stesso. Le tozze ali del Salamander terminavano in due superfici rivolte verso il basso per compensare l'effetto diedro di cui l'aereo apparve essere vittima nei primi voli di prova.
A differenza del Messerschmitt Me 262, il Salamander utilizzava un motore a getto BMW 003 ed aveva tra le particolarità l'utilizzo anche del legno per realizzare il muso e la coda, in modo da limitare il consumo di materiali strategici, come l'alluminio, diventati rari nell'ultima parte della seconda guerra mondiale in Germania
Pare che nessuno dei 162 esemplari costruiti abbia fatto in tempo a partecipare a combattimenti, ma un pilota della RAF catturato nell'aprile 1945 asserì di esser stato abbattuto da un jet la cui descrizione è molto simile a quella del Salamander. In ogni caso, il suo impiego operativo sarebbe stato inutile, visto che di lì a poco la guerra sarebbe terminata e la Germania nazista sconfitta. Inoltre, la scarsità di piloti esperti (necessari per la guida dell'aereo), di carburante (di cui era "assetato") e di materiali da costruzione avrebbero in ogni caso fortemente limitato la capacità di disporre di tale mezzo.

(Una catena di montaggio sotterranea del "Salamander" scoperta alla fine della guerra dagli alleati)

Tirando le somme sull'impiego operativo di queste armi si può dire che la loro efficacia fu sicuramente marginale e gli effetti sull'evoluzione tecnica degli armamenti si sarebbe fatta sentire solo dopo la fine della guerra. La Germania fu tecnicamente all'avanguardia per tutto il conflitto, ma la scarsità di materie prime, ben conosciuta fin dai primi giorni, non fu mai risolta, neppure con la grande espansione continentale seguita alle vittorie del periodo 1939-1942. Una maggiore produzione di queste "armi segrete" volanti avrebbe potuto modificare il corso della guerra? E' difficile rispondere affermativamente, vista la situazione ormai disperata in cui si trovava la Germania nell'estate 1944, periodo in cui cominciarono ad apparire le prime V1. Certo, una maggiore produzione unita ad uno sviluppo anticipato, avrebbe dato maggiore impulso ai raid punitivi sulla Gran Bretagna in un periodo in cui ancora la potenza statunitense non si era dispiegata in Europa, ma al riguardo si possono fare unicamente congetture che, per quanto accattivanti, non si fondano su dati oggettivi.